Sopravvenuta carenza d’interesse e domanda risarcitoria

La sentenza in commento si è occupata degli effetti, in relazione al giudizio instaurato, di mutamenti della situazione concreta che rendano inutile la pronuncia sull’originaria domanda proposta.

In particolare, il Collegio aveva rilevato che, relativamente alla domanda di annullamento dei provvedimenti di affidamento temporaneo di un servizio di raccolta rifiuti,

è ormai precluso l’annullamento dei provvedimenti impugnati con il ricorso principale e con i successivi motivi aggiunti, siccome superati dall’intervenuta aggiudicazione del servizio […] ad altro operatore a seguito della gara settennale espletata.

Pur tuttavia i Giudici hanno chiarito che

non può farsi luogo a mera pronuncia in rito di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse in relazione:

1) all’intervenuta proposizione, con il primo ricorso per motivi aggiunti, di domanda risarcitoria

2) alla dichiarazione di interesse ai fini risarcitori contenuta nella memoria di parte ricorrente […]

Il T.A.R. ha infatti ricordato che

Se […] in linea generale, la sopravvenuta carenza d’interesse si verifica per effetto del mutamento della situazione di fatto e di diritto, al tempo della decisione del ricorso stesso, suscettibile di trasformare radicalmente la fisionomia e i contenuti essenziali del rapporto amministrativo controverso, rendendo priva di qualsiasi residua utilità giuridica, ancorché meramente strumentale o morale, la pronuncia del giudice adito sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio

nondimeno

l’interesse alla declaratoria di illegittimità del provvedimento amministrativo permane egualmente in funzione della domanda risarcitoria.

in quanto

A norma dell’art. 34, comma 3, c.p.a quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento amministrativo impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il Giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste l’interesse ai fini risarcitori.

Conseguentemente il Collegio ha respinto l’eccezione preliminare avanzata dall’amministrazione resistente sul rilievo che

L’azione di annullamento […] diviene improcedibile come tale, ma si converte per legge in azione di accertamento dell’illegittimità degli atti impugnati, illegittimità che, ove sussista, rappresenta il fatto ingiusto, ovvero uno degli elementi dell’illecito produttivo di danno per cui si domanda il risarcimento (cfr. Cons. Stato Sez. VI, 20-11-2017, n. 5324).

(T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, sentenza n. 1521 pubblicata il 17 luglio 2018)