La commissione può affiancare il RUP nella verifica di anomalia?

La pronuncia in esame si è occupata della competenza della Commissione di gara ad effettuare la verifica di anomalia delle offerte, e della possibilità che il R.U.P. faccia propria tale attività a posteriori.

La decisione muove dal ricorso, presentato da un concorrente avverso il provvedimento che lo escludeva dalla procedura di gara, basato (tra gli altri motivi) sull’incompetenza della Commissione di gara a decidere dell’anomalia dell’offerta e ad effettuare le attività connesse.

Il Collegio, nel decidere la questione, ha anzitutto analizzato, in prospettiva storica e sistematica, la competenza al sub-procedimento di verifica dell’anomalia

nel regime di cui al d.lgs. n. 163/2006, la giurisprudenza aveva riconosciuto la legittimità della verifica di congruità eseguita, anziché dalla commissione aggiudicatrice, direttamente dal responsabile unico del procedimento avvalendosi degli uffici e organismi tecnici della stazione appaltante.

Ciò tenuto conto del ruolo del ruolo del R.u.p. quale vero e proprio “motore” della procedura selettiva, dotato delle necessarie competenze, adeguate in relazione ai compiti cui è deputato, fra cui anche il controllo dell’attività della commissione aggiudicatrice, e, nelle gare da aggiudicarsi col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, del suo ruolo di “filtro” tra le valutazioni tecniche della commissione di cui all’art. 84 del Codice e le scelte della stazione appaltante.

Di qui la rimessione ex lege al R.U.P. di ogni valutazione innanzi tutto in ordine al soggetto cui affidare la verifica, non escludendo che, a seconda dei casi, egli potesse ritenere sufficienti e adeguate le competenze degli uffici e organismi della stazione appaltante, o invece concludere nel senso della necessità di un nuovo coinvolgimento della commissione aggiudicatrice anche per la fase de qua.

Ciò specie qualora la verifica delle offerte a rischio di anomalia chiami in causa anche l’apprezzamento di elementi dell’offerta tecnica, e quindi richieda anch’essa il possesso di determinate cognizioni e competenze (cfr. Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 29 novembre 2012 n. 36).

Attualmente, nella disciplina di cui all’art. 97 del d.lgs. n. 50/2016, per il caso di anomalia, nulla è previsto quanto all’organo competente a decidere e a svolgere la verifica di congruità, riferendosi la norma genericamente alla “stazione appaltante”, salvo per il caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso in cui il comma 1 si riferisce al R.U.P. o alla Commissione giudicatrice.

I Giudici hanno quindi richiamato le linee guida dell’Autorità Anticorruzione, come modificate in seguito al c.d. decreto correttivo,

Il punto 5.3 delle Linee Guida ANAC n. 3/2016, modificato con delibera n.1007 dell’11 ottobre 2017 a seguito del correttivo di cui al d.l.g. 57/2017, prevede ora che il R.u.p. verifica la congruità delle offerte con il supporto “eventuale” della “commissione giudicatrice”.

Un tanto premesso, il T.A.R. ha quindi analizzato la fattispecie concreta, evidenziando che

nel caso di specie, risulta ex actis […] che il R.U.P. abbia condiviso e fatto proprio quanto emerso [dal verbale] nel quale la Commissione – del cui supporto, pertanto, presumibilmente anche in ragione del carattere tecnico-specialistico delle relative valutazioni, egli ha ritenuto di avvalersi – dà conto di aver rilevato profili di anomalia dell’offerta della ricorrente.

e che

La richiesta di giustificazioni, del resto, è sottoscritta (solo) dal R.U.P., in nome della Stazione appaltante, con ciò avviando il relativo sub procedimento di verifica, in aderenza con quanto stabilito, al riguardo, dal comma 5 dell’art. 97 d.lgs 50/2016 (“5. La stazione appaltante richiede per iscritto, assegnando al concorrente un termine non inferiore a quindici giorni, la presentazione, per iscritto, delle spiegazioni”).

Il Collegio ha quindi respinto la censura, sostenendo che

sembra potersi affermare che del tutto legittimamente il RUP ha inteso – di fatto – avvalersi delle competenze della commissione, la quale, avendo ritenuto l’offerta della ricorrente “anormalmente bassa”, dopo la richiesta di spiegazioni del RUP alla società ricorrente, ha proceduto all’espletamento delle attività connesse, quali la valutazione delle spiegazioni, il sopralluogo e la decisione sulla congruità (cfr. in proposito Consiglio di Stato, V, 25 maggio 2017, n. 2460, cit. nell’ordinanza cautelare, il quale osserva che “la competenza della commissione di gara, composta da soggetti qualificati, si estende a tutte le attività connesse alla valutazione delle offerte, compresa la verifica della loro anomalia, poiché le attività di valutazione dell’offerta non possono che ricomprendere tutti gli aspetti inquadrabili in tale concetto e, quindi, anche le valutazioni che possono conseguire dalla presentazione dell’offerta economica”).

(T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. I, sentenza n. 1576 pubblicata il 14 settembre 2018)