Dies a quo da cui far decorrere i termini

La pronuncia in oggetto si è occupata, incidentalmente, del dies a quo da cui far decorrere il termine breve previsto all’art. 120 c.p.a.

In particolare, l’operatore economico controinteressato aveva eccepito l’inammissibilità del ricorso introduttivo

invocando l’orientamento giurisprudenziale che valorizza l’effettiva conoscenza delle determinazioni assunte in merito alla sussistenza dei requisiti di partecipazione alle gare a prescindere dal formale adempimento degli incombenti pubblicitari di cui all’art. 29 D.lgs. 50/2016, obietta che la ricorrente avrebbe avuto contezza dell’identità dei concorrenti ammessi alla valutazione di merito delle offerte [fin dal momento in cui] la stazione appaltante ha pubblicato sul proprio sito la graduatoria definitiva scaturita dai lavori della Commissione.

Il Collegio, nel decidere la questione, ha tuttavia affermato che

pur condividendo l’orientamento della giurisprudenza invocato dalla controinteressata in tema di applicazione del criterio generale della “piena conoscenza” di cui all’art. 41 comma 2 c.p.a, replicato dal comma 5, ultima parte dell’art. 120 c.p.a., anche alle ipotesi di sindacato giurisdizionale in ordine alle ammissioni/esclusioni dalle gare, (tra le ultime Cons Stato sez. VI 09-07.2018 n. 4180, ma si veda anche TAR Catanzaro, sez. I, 7.06.2018, n. 1168; Cons. Stato, sez. V, 23/03/2018, n. 1843; TAR Sicilia, Catania, sez. II, 22.05.2018, n. 1048; T.A.R., Campania, Napoli, sez. VI, 28.12.2017, n. 6126), nel caso in esame, siffatta “piena conoscenza” non può dirsi certamente maturata in capo alla ricorrente per effetto della pubblicazione della graduatoria definitiva sul sito della stazione appaltante

I Giudici hanno infatti affermato il principio per cui

tale pubblicazione, a differenza di quella prevista dall’art. 29 del citato D.lgs. 50/2016, non è prevista da alcuna previsione normativa e, come tale, è inidonea –in assenza di prove a conforto[…]- a far sorgere presunzioni di conoscenza di sorta, pena la violazione dell’incomprimibile diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost.

(T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. I, sentenza n. 1526 pubblicata il 6 agosto 2018)