Il controllo dei requisiti non sospende il decorso del termine

La pronuncia in commento si è occupata dell’interruzione dei termini per proporre impugnazione giudiziale avverso i provvedimenti (autonomamente lesivi) di gara.

In particolare, la ricorrente sosteneva che

il termine di impugnazione dell’aggiudicazione dovrebbe considerarsi sospeso nelle more dell’espletamento delle attività di verifica e controllo dei requisiti di partecipazione in capo all’aggiudicataria

Il Collegio, accogliendo l’eccezione di rito della controinteressata, ha tuttavia chiarito che

L’art. 32, comma 7, del Dlgs. 18 aprile 2016, n. 50, dispone espressamente che la verifica dei requisiti incide solo sull’efficacia dell’aggiudicazione (“7. L’aggiudicazione diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti”) e la stessa giurisprudenza non ha mancato di rimarcare che la verifica dei requisiti condiziona solo l’operatività degli effetti giuridici dell’aggiudicazione, e che questi effetti, che si producono solo nei confronti del solo aggiudicatario e dell’amministrazione aggiudicatrice, sono essenzialmente rappresentati dalla possibilità, per le parti, di procedere alla stipulazione del contratto, mentre per i terzi concorrenti non aggiudicatari l’atto lesivo che hanno l’onere di impugnare tempestivamente è costituito dall’aggiudicazione (cfr. Tar Sardegna, Sez. 1, 12 dicembre 2017, n. 792; Consiglio di Stato, Sez. VI, 27 aprile 2017, n. 1952; Consiglio di Stato, Sez. V, 27 aprile 2014, n. 2082; Consiglio di Stato, Sez. III, 6 giugno 2014, n. 2872; Consiglio di Stato, Ad. Plen., 31 luglio 2012, n. 31).

(T.A.R. Veneto, Venezia, Sez. II, sentenza n. 965 pubblicata il 17 ottobre 2018)