Mancata suddivisione in lotti e onere motivazionale

La sentenza in commento si è occupata della legittimità di un bando di gara per l’affidamento di un servizio su un’area di 33 enti territoriali.

In particolare un’operatore economico del settore impugnava la lex specialis di gara lamentandone l’illegittimità per omessa suddivisione in lotti funzionali.

Il Collegio, nel decidere il ricorso, ha anzitutto ricordato le norme in rilievo

v’è da richiamare, innanzi tutto, il disposto dell’art. 51, 1° comma, del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50, per il quale: “Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti suddividono gli appalti in lotti funzionali di cui all’articolo 3, comma 1, lettera qq), ovvero in lotti prestazionali di cui all’articolo 3, comma 1, lettera ggggg), in conformità alle categorie o specializzazioni nel settore dei lavori, servizi e forniture. Le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell’appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera di invito e nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139…”.

[…] l’art. 3, comma 1, lett. qq definisce il lotto funzionale come “…uno specifico oggetto di appalto da aggiudicare anche con separata ed autonoma procedura, ovvero parti di un lavoro o servizio generale la cui progettazione e realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti”.

Quindi i Giudici hanno ricordato che

La giurisprudenza ha specificato che il principio della suddivisione in lotti, avente il fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese alle gare pubbliche, non risulta posto in termini assoluti ed inderogabili

poiché

l’art. 51, comma 1, secondo periodo afferma che “…le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell’appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera di invito o nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139…” (per tutte, Cons. Stato, sez. V, 3 aprile 2018 n. 2044).

Il TAR ha quindi accolto il ricorso proposto, sanzionando l’illegittimità del bando di gara per difetto di motivazione, atteso che

il bando […] si limita a rilevare che “l’appalto non è suddiviso in lotti poiché trattasi di gestione integrata riferita ad un ambito omogeneo”.

In tal modo l’amministrazione aggiudicatrice ha sostanzialmente eluso la norma di cui all’art. 51, che ha la finalità di favorire l’accesso alle gare pubbliche delle microimprese, piccole e medie imprese.

Il Collegio ha, tuttavia, esemplificato quali potrebbero in astratto essere delle motivazioni idonee a derogare al principio di suddivisione in lotti

Si tratta, a giudizio del Collegio, di una motivazione solo apparente, che richiama alcune generiche caratteristiche della gestione e dell’ambito di riferimento, ma che non dà specifica indicazione in ordine alle ragioni che hanno indotto a derogare al richiamato principio della suddivisione in lotti, quali potrebbero essere, a puro titolo di esempio, quelle connesse all’economicità dell’esecuzione dell’appalto, alla maggior efficienza di una gestione unitaria o alla convenienza di affidarsi a gestori dotati di elevati requisiti tecnici ed economici.

(T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. IV, sentenza n. 2005 pubblicata il 23 ottobre 2018)