Segretezza delle offerte e verbale

La pronuncia in esame si è occupata della legittimità degli atti di una gara telematica nei quali la stazione appaltante non aveva indicato specificamente le modalità con cui aveva garantito la segretezza delle offerte tecniche.

In particolare, l’operatore economico ricorrente sosteneva l’illegittimità della procedura perché

la stazione appaltante ha omesso di indicare le modalità attraverso le quali è stata garantita la riservatezza dei progetti presentati dai concorrenti; secondo la ricorrente tale indicazione sarebbe stata ancor più necessaria in quanto ogni singolo componente della commissione di gara era autorizzato a visionare autonomamente le offerte tecniche presentate.

Il Collegio, nel decidere la questione, ha anzitutto rilevato che

Il verbale di gara specifica che il presidente ha provveduto a “loggare” sulla piattaforma “start” i membri della commissione, il che significa che a ciascuno di essi è stato possibile accedere ai progetti dei concorrenti mediante username e password […]; ciò è valso a concretare una idonea cautela a tutela della riservatezza delle offerte.

I Giudici hanno quindi respinto la doglianza, stabilendo che

non sussiste un onere di specificare nel verbale di gara le cautele adottate a tutela della segretezza del contenuto di quanto proposto dai contendenti.

e motivando tale principio in base al rilievo che

secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, la legittimità della procedura selettiva deve essere valutata in modo sostanziale e non meramente formale, talché la mancata dettagliata indicazione nei verbali di gara delle specifiche modalità di custodia dei plichi e/o degli strumenti utilizzati per garantire la segretezza delle offerte non costituisce di per sé motivo di illegittimità del verbale e della complessiva attività posta in essere dalla commissione di gara, dovendo invece aversi riguardo al fatto che, in concreto, sia stata alterata la genuinità delle offerte (Cons. Stato, A.P., 3.2.2014, n. 8; TAR Lazio, Roma, I, 11.7.2016, n. 7924).

(T.A.R. Toscana, Firenze, Sez. III, sentenza n. 1225 pubblicata il 25 settembre 2018)