ANAC: non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio

<<Ben vengano tutte le semplificazioni necessarie, ma non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio>>

Nell’ambito della RELAZIONE ANNUALE 2019, tenutasi lo scorso 2 luglio presso la Camera dei Deputati, il Presidente f.f. dell’ANAC, dott. Francesco Merloni, ha avuto modo di evidenziare come il problema dei contratti pubblici non è da ricercarsi nella fase dell’affidamento (c.d. fase dell’evidenza pubblica), bensì nelle fasi ad essa preliminari o successive.

Nella sua relazione, infatti, lo stesso sottolinea come

(…) le deroghe indiscriminate creano confusione, i rup e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa.

Nella relazione vengono altresì illustrati alcuni dati:

A fronte di una crescita del mercato del 23%, quella degli appalti sotto soglia, oggetto delle semplificazioni normative, è stata di poco oltre il 10%.

Dunque, prosegue il Presidente, non si è avuto nessun beneficio concreto, e il dato non deve stupire più di tanto: i cantieri più piccoli non avevano alcuna necessità di sblocco, perché già ci sono gli strumenti per avviare e chiudere velocemente le gare.

Concludendo, sull’argomento, che

<<Caso mai, i problemi vanno ricercati nelle fasi preliminari all’affidamento, ad esempio, nella carente programmazione e progettazione, e in quella successiva dell’esecuzione, spesso frenata da apposizione di riserve e varianti (causata anche da problemi di progettazione), da incrementi di costi e da contenziosi che finiscono per ritardare pesantemente la conclusione delle opere.>>

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