Le Linee guida sul sottosoglia: il Parere del Consiglio di Stato

Lo scorso 13 settembre il Consiglio di Stato ha emesso il parere n. 01903/2016 sulle Linee guida elaborate dall’ANAC, in attuazione di quanto disposto dall’art. 36, comma 7, del D. Lgs. n. 50/2016, in materia di affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e gestione degli elenchi di operatori economici.

Nel rinviare ad una sua puntuale lettura, interessante è quanto chiarisce il parere fin dalle prime battute in merito a:

  • la natura non vincolante delle presenti Linee guida, che, peraltro, come il Consiglio di Stato ha già avuto modo di precisare, sono già di per sè atti amministrativi generali, con conseguenziale applicazione dello statuto del provvedimento amministrativo di cui alla n. 241/1990, e perseguono lo scopo di fornire indirizzi e istruzioni operative alle stazioni appaltanti. Detta natura, tuttavia, non esclude che, se le stazioni appaltanti intendono discostarsi da quanto disposto dall’A.N.AC., debbano adottare un atto che contenga un’adeguata e puntuale motivazione che, anche ai fini di trasparenza, indichi le ragioni della diversa scelta amministrativa;
  • un certo travalicamento del dettato e dello spirito della legge nonché dei limiti imposti all’attività di indirizzo, compiuto dalle Linee guida nella parte in cui sembrano introdurre a carico delle stazioni appaltanti vincoli di motivazione aggiuntivi rispetto a quanto previsto dalla legge, in contraddizione quindi con l’intento di semplificazione proprio delle procedure sottosoglia. Un travalicamento, comunque, indotto dal difficile bilanciamento, che l’A.N.AC. intende raggiungere, tra esigenze di semplificazione di una procedura che tradizionalmente si è configurata come “alleggerita” e doveroso rispetto in ogni caso dei principi generalissimi di concorrenza, trasparenza, non discriminazione, pubblicità e proporzionalità, fino a portare l’Autorità a privilegiare il ricorso alle procedure ordinarie anche laddove invece la legge le prevede solo come facoltative, imponendo pregnanti obblighi motivazionali per chi, pur nell’ambito del sottosoglia, intenda optare per sistemi di affidamento non ordinario, cioè non aperti alla partecipazione di tutte le imprese potenzialmente interessate.

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