L’anticipazione del prezzo in caso di varianti

Sul valore del contratto di appalto viene calcolato l’importo dell’anticipazione del prezzo pari al 20 per cento da corrispondere all’appaltatore entro quindici giorni dall’effettivo inizio dei lavori. L’erogazione dell’anticipazione è subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all’anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma dei lavori” (art. 35, co. 18, D.lgs. 50/2016 e s.m.i.).

 

Viene chiesto alla scrivente se, in caso di approvazione di una perizia di variante a lavori già iniziati, l’impresa appaltatrice abbia diritto di ottenere l’anticipazione del prezzo sull’importo suppletivo di variante.

Il problema si pone in considerazione di quella che è la ratio dell’anticipazione e cioè consentire agli operatori economici di sostenere le ingenti spese iniziali nell’esecuzione di un appalto di lavori (costi di apprestamento cantiere, autorizzazioni varie, ordini dei materiali, ecc.). Pare infatti ragionevole sostenere che, a lavori già iniziati, non vi sia tale esigenza.

Ciò detto, la norma di cui all’art. 35, co. 18 del Codice dei contratti fa riferimento, quale base di calcolo per l’importo dell’anticipazione, al “valore del contratto di appalto”.

Sennonché con riferimento al predetto art. 35, co. 15 bisogna rilevare che la norma originaria del D.lgs. 50/2016 (in vigore dal 19.4.2016) prevedeva che l’anticipazione del prezzo fosse commisurata al “valore stimato dell’appalto” (che è quello iniziale posto a base di gara) e non al “valore del contratto di appalto”.

Successivamente il cd. Decreto correttivo (D.lgs. 56/2017), in vigore dal 20.5.2017, ha modificato la norma in questione prevedendo, per l’appunto, quale base di calcolo per l’importo dell’anticipazione, il “valore del contratto di appalto”.

Conseguentemente si ritiene di fondamentale importanza capire la data di indizione della procedura di gara.

Infatti:

  • se la procedura di gara è stata indetta tra il 19.4.2016 e il 19.5.2017 (e quindi prima dell’entrata in vigore del cd. Decreto correttivo) l’anticipazione, a parere della scrivente, andrà calcolata sul valore inizialmente posto a base di gara;
  • se invece la procedura di gara è stata indetta successivamente al 20.5.2017 (e quindi dopo l’entrata in vigore del cd. Decreto correttivo) si ritiene che l’anticipazione debba essere calcolata sull’intero valore del contratto e quindi anche sull’importo della variante.

In ogni caso ricordo che l’erogazione dell’anticipazione deve essere sempre subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria o assicurativa di importo pari all’anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale anticipato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma dei lavori.