Incompatibilità RUP e confronto a coppie: il punto del TAR Veneto

Il già eterogeneo panorama delle sentenze relative all’incompatibilità tra il ruolo di R.U.P. e quello di Presidente della Commissione di gara si arricchisce di una nuova e recente pronuncia del T.A.R. del Veneto, che sembrerebbe poter mettere un punto fermo sulla questione.

I Giudici hanno infatti ricordato che l’attuale formulazione dell’art. 77, comma 4, come modificata dal decreto correttivo, prevede che

I commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta. La nomina del RUP a membro delle commissioni di gara é valutata con riferimento alla singola procedura.

con la conseguente esclusione della generale incompatibilità che era propria della versione precedente (per un sintetico riassunto vi rimandiamo a quanto già scritto a suo tempo).

I Giudici veneti hanno tratto dalla novella legislativa l’inapplicabilità delle linee guida n. 3 del 26 novembre 2016, che sono state recentemente modificate proprio per essere adattate alla mutata cornice legislativa, e che in ogni caso avrebbero consentito di applicare i principi già formulati dalla giurisprudenza previgente.

Inoltre la novella del 2017 rende non più applicabili le Linee Guida Anac n.3 del 26 ottobre 2016 “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”, dovendosi in ogni caso segnalare che anche le suddette Linee Guida (art. 2.2.), pur prevedendo l’incompatibilità nei confronti del RUP sulla base della precedente versione del citato articolo 77, comma 4, facevano comunque salve “le acquisizioni giurisprudenziali in materia di possibile coincidenza” tra il ruolo di RUP e quello di commissario o presidente della Commissione giudicatrice.

In tema di onere della prova, il Collegio ha inoltre specificato che il ricorrente è tenuto a dimostrare la sussistenza nel caso specifico di una concreta causa di incompatibilità tra i ruoli e non può limitarsi ad allegarla in modo generico

non essendo stata offerta la concreta dimostrazione dell’incompatibilità, sotto il profilo dell’interferenza sulle rispettive funzioni assegnate al RUP e alla Commissione di gara, e non essendo stata fornita nel caso di specie alcuna prova circa gli elementi concreti da cui scaturirebbe una eventuale situazione di incompatibilità, con riferimento al soggetto di cui si controverte, tra i compiti del RUP e quelli di presidente della Commissione di gara (cfr., ex multis, T.A.R. Veneto, Sez. I, 7 luglio 2017, n.660; Cons. Stato, sez. V, 23 marzo 2015, n. 1565), non essendo al riguardo sufficiente la mera circostanza che la medesima persona sia anche direttore dell’ente che ha indetto la procedura d’appalto.

Nella medesima sentenza il T.A.R. del Veneto ha inoltre ribadito il consolidato orientamento giurisprudenziale per cui, nelle procedure che adottano il metodo del c.d. confronto a coppie, è sufficiente l’esternazione del punteggio numerico e non serve alcuna motivazione ulteriore delle offerte da parte della Commissione.

In primo luogo il Collegio ribadisce il principio secondo cui nelle gare pubbliche il metodo del cd. confronto a coppie, prestabilito dalla lex specialis di gara (in cui ogni Commissario esprime un’indicazione preferenziale sulla base di una scala di valori e di coefficienti predeterminati tra un minimo ed un massimo) non si presta ad una motivazione letterale, ulteriore rispetto ai singoli valori numerici esternati, essendo la motivazione dei punteggi in re ipsa (ex multis T.A.R. Basilicata, Sez. I, 26 aprile 2017, n.342; T.A.R. Emilia-Romagna, Sez. Staccata di Parma, Sez. I, 17 gennaio 2017, n.15; Cons. Stato, Sez. V, 24 ottobre 2016, n.4415; T.A.R. Marche, Sez. I, 26 settembre 2016, n.532).

Il Collegio ha infine chiarito la portata del principio di autosufficienza del giudizio numerico nel predetto metodo

Il principio di autosufficienza del giudizio numerico nel metodo del confronto a coppie vale a maggior ragione nei casi in cui, come nel caso oggetto del presente giudizio, la lex specialis abbia indicato chiaramente e partitamente i criteri di valutazione delle offerte, né è possibile lamentare la mancanza, nel verbale delle operazioni effettuate dalla Commissione di gara, dell’esito del confronto a coppie “con riferimento ad ognuno dei parametri di valutazione presi in considerazione dal disciplinare di gara” […], essendo il metodo del confronto a coppie necessariamente complessivo e sintetico del giudizio espresso da ciascun Commissario nel raffronto relativo tra due prodotti, senza necessità (che si porrebbe in contrasto con la stessa ratiodell’utilizzo del metodo del confronto a coppie) di procedere ad una analitica motivazione in merito a ciascun criterio valutativo relativamente a ciascun prodotto oggetto di valutazione.

(T.A.R. Veneto, Sez. III, sentenza n. 973 pubblicata il 31/10/2017)