Approvazione del bando SDAPA e nomina presidenze della commissione

La sentenza in esame si è occupata della legittimità della nomina a Presidente della commissione di gara del dirigente della stazione appaltante che abbia anche approvato gli atti di gara.

La decisione muove dal ricorso presentato da un operatore economico avverso il provvedimento di aggiudicazione di una procedura telematica ristretta per l’affidamento di servizi col quale lamentava, tra gli altri vizi, la violazione dell’art. 77 c.c.p. poiché il Dirigente del settore competente della stazione appaltante aveva presieduto la commissione di gara pur avendo approvato i relativi atti.

Il Collegio, nel decidere la questione, ha anzitutto ribadito di aderire all’orientamento giurisprudenziale per il quale

nelle more dell’entrata in vigore del nuovo sistema di nomina dei componenti delle commissioni di gara, di esse possono far parte i dirigenti dei settori competenti, anche laddove svolgano la funzione di R.U.P.;

difatti la nomina del R.U.P. a presidente della commissione, secondo quanto espressamente previsto dall’art. 77, comma 4, del Codice dei contratti pubblici, “è valutata con riferimento alla singola procedura”, dunque normalmente ammessa, a meno che emergano “concreti indici di compatibilità”, in relazione alle caratteristiche specifiche del caso concreto (si vedano, al riguardo, ex multis, Consiglio di Stato, Sez. III, 26 gennaio 2018, n. 569; T.A.R. Sardegna, Sez. I, 20 gennaio 2018, n. 32, T.A.R. Catanzaro, Sez. I, 4 aprile 2018, n. 815).

I Giudici hanno poi rigettato anche la censura sostanziale, sostenendo, relativamente all’approvazione degli atti di gara, che

Né tali presupposti sussistono, nel caso di specie, come vorrebbe la ricorrente per avere lo stesso Dirigente che ha presieduto la Commissione approvato gli atti di gara: tale assunto trova, infatti, smentita nell’univoca circostanza che la procedura di gara di cui si discute è stata gestita telematicamente dal S.D.A.P.A. (Sistema Dinamico di Acquisizione Pubblica Amministrazione), nell’ambito del quale gli atti di gara sono sostanzialmente “predefiniti” da CONSIP s.p.a., per cui la formale approvazione degli stessi non può avere comportato, da parte del Dirigente, alcun “contributo sostanziale”, il che esclude la sussistenza di alcun “indice concreto” di incompatibilità.

Ad avviso del T.A.R., quindi, qualora la stazione appaltante ricorra ad un sistema dinamico di acquisizione l’approvazione degli atti di gara sarebbe un mero incombente formale, inidoneo ad inficiare già in via astratta la possibilità, per l’approvante, di prendere parte alla commissione di gara.

(T.A.R. Sardegna, Cagliari, Sez. I, sentenza n. 601 pubblicata il 21 giugno 2018)