La selezione degli operatori da consultare negli affidamenti sotto-soglia

La sentenza che qui si segnala evidenzia, efficacemente, le conseguenze di una selezione dei soggetti da consultare nelle procedure sotto-soglia, condotta con modalità “chiuse”.

Il fatto muove dall’impugnazione del decreto di avvio della procedura per l’affidamento del servizio di Data Protection Officer, e dei relativi allegati, ivi compresa la lettera di invito, la determinazione di approvazione degli atti di gara e l’aggiudicazione definitiva del servizio di Data Protection Officer alla controinteressata, nonché il decreto avente ad oggetto la “designazione del Responsabile della Protezione dei Dati Personali ai sensi dell’art. 37 del Regolamento UE 2016/679”.

Il ricorrente contesta l’operato dell’Amministrazione la quale avrebbe selezionato gli operatori da consultare senza effettuare alcuna pubblicità (rect. “ha omesso di dare corso alla prescritta pubblicazione dell’avviso”), ottenendo così, un’unica offerta (quella della controinteressata) e precludendo, di fatto, la partecipazione ad altri operatori.

Il Collegio Giuliano ha ricordato come

  • l’art. 36, comma 2, lett. b), D. Lgs. n. 50 del 2016 consente alle stazioni appaltanti la facoltà di dare corso alla procedura semplificata nel caso di affidamento di contratti di importo pari o superiore a € 40.000,00 e inferiore a € 150.000,00;
  • come testualmente previsto dalla disposizione richiamata, detta procedura negoziata deve essere preceduta dalla “consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti”;
  • in relazione allo svolgimento di tale attività di consultazione degli operatori economici le Linee Guida ANAC n. 4, approvate con deliberazione 1° marzo 2018, n. 206, precisano che “la stazione appaltante assicura l’opportuna pubblicità dell’attività di esplorazione del mercato, scegliendo gli strumenti più idonei in ragione della rilevanza del contratto per il settore merceologico di riferimento e della sua contendibilità, da valutare sulla base di parametri non solo economici. A tal fine la stazione appaltante pubblica un avviso sul profilo di committente, nella sezione «amministrazione trasparente» sotto la sezione «bandi e contratti», o ricorre ad altre forme di pubblicità. La durata della pubblicazione è stabilita in ragione della rilevanza del contratto, per un periodo minimo identificabile in quindici giorni, salva la riduzione del suddetto termine per motivate ragioni di urgenza a non meno di cinque giorni” (punto 5.1.4)

e pertanto, rilevato che l’Amministrazione ha omesso di dare corso alla prescritta pubblicazione dell’avviso, il Collegio ha ritenuto che

<<la rilevata carenza della prescritta pubblicità dell’avviso rende del tutto inattendibile la procedura di selezione del contraente posta in essere dall’Amministrazione e, nel contempo, si dimostra direttamente lesiva della posizione del ricorrente, avendone illegittimamente precluso la partecipazione, nonostante egli risultasse in possesso dei titoli prescritti…>> accogliendo il ricorso e, per l’effetto, annullando gli atti di gara.

Scarica la sentenza del TAR Friuli Venezia Giulia, Trieste, sez. I, del 18/07/2018, n. 252

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