ANAC: atto di segnalazione in tema di subappalto

Si segnala l’Atto di segnalazione inviato dall’ANAC al Governo e Parlamento avente ad oggetto il tema di subappalto.

Il tema è sollecitato dalla  sentenza dello scorso 26 settembre la Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha statuito

la non conformità al diritto comunitario della norma nazionale che prevede un limite quantitativo al subappalto, concepita per prevenire rischi di infiltrazione criminale.

Nel citato atto di segnalazione l’Autorità, fornisce alcune possibili soluzioni relativamente ai profili critici emersi dal suddetto pronunciamento, tra cui:

  • valutare il mantenimento del divieto (formale o sostanziale) di subappalto dell’intera commessa o di una sua parte rilevante;
  • prevedere la regola generale dell’ammissibilità del subappalto, richiedendo alla stazione appaltante l’obbligo, alla stregua di fattispecie con finalità similari, come la mancata suddivisione in lotti dell’appalto di cui all’art. 51, comma 1, del Codice, di motivare adeguatamente un eventuale limite al subappalto in relazione allo specifico contesto di gara, evitando di restringere ingiustificatamente la concorrenza;
  • al superamento di determinate soglie, potrebbe stabilire l’obbligo di indicare i subappaltatori già in fase di gara al fine di consentire alla stazione appaltante di conoscere preventivamente i soggetti incaricati e di effettuare le opportune verifiche che, naturalmente, non si sostituirebbero a quelle ulteriori in fase esecutiva propedeutiche all’autorizzazione al subappalto di cui all’art. 105, comma 4, del Codice.

Si segnalano, inoltre, le perplessità espresse con riferimento all’ambito di operatività della sentenza del Corte di Giustizia. L’ANAC correttamente osserva che

non è chiaro se la pronuncia abbia effetto sugli appalti al di sotto delle soglie di rilevanza comunitaria,

e che tuttavia questo profilo

andrebbe verificato soprattutto in relazione alle procedure di importo inferiore alle soglie di cui all’art. 35 del Codice che presentano carattere c.d. “transfrontaliero”.

L’Autorità, infine, auspica una

opportuna compensazione tra le esigenze di flessibilità imprenditoriale riconosciute a livello europeo e le esigenze nazionali di sicurezza pubblica, da sempre alla base della limitazione all’utilizzo dell’istituto.

Scarica l’ atto.segnalazione.8.2019.del.n.1035

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