Appalto misto: come si individua l’attività principale?

La sentenza in commento si (pre)occupa di indicare alcune, decisive, coordinate ermeneutiche al fine di comprendere le disposizioni applicabili ad un contratto avente ad oggetto sia una componente di fornitura di beni, sia una certa componente di servizi.

Il litigio verte sulla qualificazione del suddetto contratto “misto”: prevale la componente servizi (disvelando un “appalto di servizi”) ovvero prevale la componente fornitura?

Il Collegio, dapprima muove dal dato normativo di cui all’art. 28, primo comma, del D.Lgs. 50/2016, relativo al cd. principio di “prevalenza economica”, il quale prevede che:

Nel caso di .. contratti misti comprendenti in parte servizi e in parte forniture, l’oggetto principale è determinato in base al valore stimato più elevato tra quelli dei rispettivi servizi o forniture

dopodichè ritiene risolvente la considerazione per cui, in base al principio di “prevalenza funzionale” di cui all’art. 28 primo comma, primo periodo del d.lgs. n.50/2016, ai fini della “fornitura di quanto necessario al controllo lavorazioni in asepsi”, l’eventuale componente servizi connessa ai cd. test di verifica assumeva una caratterizzazione del tutto strumentale ed accessoria del contratto, che costituiva il reale fine della fornitura.

Per questo, conclude, non vi sono dubbi che il regime giuridico del contratto fosse in ogni caso attratto dalla disciplina delle forniture.

Ricapitolando e cercando di fornire una sintetica risposta alla domanda posta nell’oggetto del presente articolo:

  1. principio della “prevalenza funzionale”: devo chiedermi quale sia il reale fine del contratto. Voglio acquisire un bene ovvero voglio ottenere un servizio con determinati livelli qualitativi? In altre parole, devo individuare l’oggetto principale dell’appalto e quali prestazioni sono ad esso “strumentali” o “accessorie”!
  2. principio della “prevalenza economica“: l’oggetto principale dell’appalto è determinato in base al valore stimato più elevato tra quelli dei rispettivi servizi o forniture (devo fare attenzione, però, a non considerare totalmente “servizio” una componente che ha, al suo interno, una quota parte di “beni”).

A volte più facile a dirsi, che a farsi!

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