Come si individua un “servizio analogo”

La sentenza in esame si è sinteticamente occupata non solo marcare la differenza tra “servizi analoghi” e “servizi identici”, ma anche di indicare la ratio sottesa all’art. 83 del Codice e il metodo per qualificare come analogo quanto dedotto dagli operatori economici.

In particolare il Collegio, dopo aver rimarcato l’ontologica differenza tra servizi analoghi ed identici

secondo indirizzo giurisprudenziale consolidato, laddove la lex specialis richieda quale requisito il pregresso svolgimento di “servizi analoghi”, tale nozione non può essere assimilata a quella di “servizi identici”, dovendosi conseguentemente ritenere, in chiave di favor partecipationis, che un servizio possa considerarsi analogo a quello posto a gara se rientrante nel medesimo settore imprenditoriale o professionale cui afferisce l’appalto in contestazione, cosicché possa ritenersi che grazie ad esso il concorrente abbia maturato la capacità di svolgere quest’ultimo (sul punto, cfr., ex plurimis, Cons. Stato, sez. V, 18 dicembre 2017, n. 5944; T.A.R. Campania, Napoli, sez. I, 15 maggio 2019, n. 2582; T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 8 marzo 2019, n. 231).

ha specificato anche la ratio della norma

La ratio sottesa nozione di “servizi analoghi” è, infatti, il contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche (cfr. Cons. Stato, sez. V, 18 marzo 2019, n. 1736).

chiarendo che

In particolare, l’interesse pubblico sottostante non è certamente la creazione di una riserva a favore degli imprenditori già presenti sul mercato ma, al contrario, l’apertura del mercato attraverso l’ammissione alle gare di tutti i concorrenti per i quali si possa raggiungere un giudizio complessivo di affidabilità (arg. ex T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 23 gennaio 2019, n. 71; T.A.R. Toscana, sez. I, 26 gennaio 2018, n. 132).

In base alle superiori premesse, il T.A.R. ha quindi ricordato il metodo per poter definire un servizio come “analogo”

Ciò premesso, deve essere tuttavia valorizzata la contestuale affermazione giurisprudenziale – alla quale il Collegio intende dare continuità – secondo cui occorre ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti onde dimostrare il possesso dei requisiti di capacità richiesti dal bando (arg. ex T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 25 gennaio 2019, n. 119; T.A.R. Veneto, sez. I, 14 gennaio 2019, n. 31).

ed ha specificato che

In altri termini, pur rilevando, come detto sopra, l’identità del settore imprenditoriale o professionale, il confronto va fatto in concreto tenendo conto del contenuto intrinseco delle prestazioni(cfr. Cons. Stato, sez. V, 12 maggio 2017, n. 2227), nonché della tipologia e dell’entità delle attività eventualmente coincidenti(cfr. Cons. Stato, sez. III, 23 agosto 2018, n. 5040).

T.A.R. Veneto, Venezia, Sez. I, sentenza n. 1352 del 12 dicembre 2019