Confronto a coppie e onere probatorio del ricorrente

La pronuncia in esame si è occupata dell’onere probatorio che incombe in capo al ricorrente qualora abbia a contestare la valutazione delle offerte effettuata dalla Commissione di gara mediante il metodo del confronto a coppie.

Il Collegio, nel decidere la questione, ha anzitutto evidenziato che

la circostanza per cui nella presente gara la valutazione dei progetti tecnici è avvenuta con il metodo del confronto a coppie riveste un’importanza determinante.

motivando tale rilievo in base al fatto che

E questo non già in ragione della insindacabilità, in assoluto, delle valutazioni rese dai singoli commissari (non si può infatti sostenere che tali valutazioni siano insindacabili in caso, ad esempio, di evidenti errori di lettura delle offerte o travisamento delle stesse), bensì per una ragione più specificamente attinente al metodo adottato per la valutazione delle offerte tecniche.

I Giudici hanno quindi ricordato che

nel confronto a coppie la commissione non stabilisce direttamente quale sia il punteggio complessivo da assegnare alla singola offerta, bensì procede a determinare, per ogni singolo criterio di valutazione previsto dal bando, i punteggi parziali negli “scontri diretti” (per usare una terminologia calcistica) fra le stesse.

Ogni commissario è chiamato infatti ad esprimere quale è il grado di preferenza di un’offerta rispetto all’altra con cui è messa a confronto (e per questo il meccanismo è denominato confronto a coppie), e il punteggio finale è la sommatoria dei punteggi parziali assegnati da ciascun commissario.

Da tale breve riassunto il T.A.R. ha quindi dedotto che

In questi casi per superare le risultanze delle valutazioni operate dalla commissione è quindi necessario che l’impresa non aggiudicataria (e ricorrente in giudizio) non si limiti a dedurre che l’offerta dell’aggiudicatario non possiede il pregio tecnico riconosciuto dalla commissione, dovendo altresì allegare e provare in giudizio che la propria offerta possiede un pregio tecnico superiore.

Per l’effetto il Collegio ha respinto la censura, rilevando che

Nella specie [il ricorrente] si è limitato a contestare che le asserite proposte migliorative offerte [dalla controinteressata] tali in realtà non sono, ma nulla ha detto circa il proprio progetto tecnico.

Da ciò – e proprio alla luce delle descritte modalità con cui si svolge il confronto a coppie – discende che l’offerta tecnica [della controinteressata] potrebbe continuare a meritare il punteggio più alto (o comunque superiore a quello del […] ricorrente) anche senza considerare le migliorie proposte o considerandone solo alcune.

Le censure in commento sono state dunque formulate in maniera tale da non giustificare l’annullamento in parte qua degli atti impugnati.

(T.A.R. Marche, Ancona, Sez. I, sentenza n. 701 del 31 ottobre 2018)