Controlli sull’aggiudicatario di una gara svoltasi nel MEPA

Con una recentissima pronuncia il TAR capitolino ha dichiarato l’illegittimità di un provvedimento di aggiudicazione

nella parte in cui dispone l’aggiudicazione in favore di —, in assenza del controllo dei requisiti in capo all’originaria concorrente —.

Il collegio ha evidenziato, come affermato dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (decisione n. 8 del 20.7.2015, che richiama le decisioni n. 10 del 2014, nn. 15 e 20 del 2013; nn. 8 e 27 del 2012; n. 1 del 2010), che

il possesso dei requisiti di ammissione si impone a partire dall’atto di presentazione della domanda di partecipazione e per tutta la durata della procedura di evidenza pubblica,

in quanto, per esigenze di trasparenza e di certezza del diritto, che non collidono col principio del favor partecipationis,

la verifica del possesso, da parte del soggetto concorrente, dei requisiti di partecipazione alla gara deve ritenersi immanente all’intero procedimento di evidenza pubblica.

Tale previsione è a

garanzia della permanenza della serietà e della volontà dell’impresa di presentare un’offerta credibile e, perciò, della sicurezza, per la stazione appaltante, dell’instaurazione di un rapporto con un soggetto, che, dalla candidatura in sede di gara fino alla stipula del contratto e poi ancora fino all’adempimento dell’obbligazione contrattuale,

sia provvisto di tutti i requisiti di ordine generale e tecnico-economico-professionale necessari per contrattare con la Pubblica Amministrazione.

Il collegio dopo aver altresì richiamato l’art. 36, comma 6 bis, del d.lgs n. 50/2016 che recita:

“Nei mercati elettronici di cui al comma 6, per gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, la verifica sull’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80 è effettuata su un campione significativo in fase di ammissione e di permanenza, dal soggetto responsabile dell’ammissione al mercato elettronico. Resta ferma la verifica sull’aggiudicatario ai sensi del comma 5.”.

ha precisato come, in caso di approvvigionamento mediante ricorso al mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni,

pur essendo la verifica del possesso dei requisiti a monte, in capo a tutti i concorrenti, demandata alla Consip, alla quale è affidato il MEPA, è comunque necessario, per ciascuna stazione appaltante, accertarne il possesso rispetto al soggetto aggiudicatario.

Pertanto ha concluso che anche nelle procedure negoziate svolte facendo ricorso al MEPA si applica la previsione dell’art. 32, di cui in ricorso si assume la violazione, che dispone: “L’’aggiudicazione diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti.”.

Ne deriva che il provvedimento censurato è illegittimo in parte qua, laddove dispone l’aggiudicazione senza aver prima accertato il mantenimento dei requisiti di cui all’art. 80 del d.lgs n. 50/2016.

(rif. TAR Lazio, sez. II, del 01/04/2019, n. 4276, Est. R. Tricarico, Pres. A.S. Amodio)