Costi manodopera inferiori alle Tabelle ministeriali: obbligo di verifica o potere di esclusione automatica?

Il comma 10 dell’art. 95 del D. Lgs. n. 50/2016 impone ai concorrenti di indicare nell’offerta economica i propri costi della manodopera oltre che gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, salvo che si tratti di forniture senza posa in opera, di servizi di natura intellettuale e di  affidamenti diretti ex art. 36, comma 2, lett. a).

Ebbene, laddove i costi della manodopera indicati dal concorrente non siano congrui in quanto inferiori ai minimi salariali retributivi stabiliti delle Tabelle ministeriali, la Stazione Appaltante è tenuta ad attivare il sub-procedimento di verifica dell’anomalia o può procedere all’immediata esclusione del concorrente senza alcun tipo di contraddittorio?

Per il giudice amministrativo (TAR Toscana – Firenze, Sentenza del 01/02/2019, n. 165), la Stazione Appaltante

può procedere senz’altro all’esclusione del concorrente sulla base del combinato disposto degli artt. 95, comma 10, e 97, comma 5, lett. d), del D. Lgs. n. 50/2016.

Al secondo periodo, infatti, l’art. 95, comma 10, prevede che

“Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell’aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all’articolo 97, comma 5, lett. d)”

che fa riferimento appunto al costo del personale come indicato nelle tabelle ministeriali di cui all’art. 23, comma 16, dello stesso Codice.

Per detta verifica, però, la disposizione non richiede alcun contraddittorio né, men che meno, che venga attivato il procedimento di verifica delle offerte anormalmente basse. Il rinvio, infatti, alla disposizione contenuta nell’art. 97 del Codice (che disciplina detto procedimento) è limitato al solo disposto di cui al comma 5, lett. d), di tale articolo e, pertanto, non può essere interpretato nel senso che occorre attivare comunque il procedimento di verifica dell’anomalia.

Secondo il giudice amministrativo toscano, infatti, tale rinvio va invece interpretato nel senso che prima dell’aggiudicazione le Stazioni Appaltanti devono verificare il rispetto, da parte dell’offerta vincitrice, dei minimi salariali indicati nelle tabelle ministeriali.

Laddove la verifica dia esito negativo, la disposizione di cui all’art. 95, comma 10, non prevede l’istituzione di alcun contraddittorio e deve quindi ritenersi che l’offerta vada irrimediabilmente esclusa, come previsto dal richiamato art. 97, comma 5, a norma del quale l’accertamento che l’anomalia dell’offerta deriva da un costo del personale inferiore ai minimi tabellari ne determina senz’altro l’esclusione.

Per il giudice amministrativo, è questa l’interpretazione del suddetto combinato dettato normativo, una interpretazione sufficientemente chiara da non richiedere un ulteriore approfondimento ermeneutico, in base al criterio secondo cui in claris non fit interpretatio.

Ad ogni modo, risulterà sempre cautelativo, qualora non già forniti in uno con l’offerta economica, chiedere appositi giustificativi in ordine all’entità dei valori indicati nei “costi della manodopera” poiché diversamente, che verifica sarebbe?