Costo del lavoro: come calcolare il minimo salariale?

L’articolata sentenza in commento si è occupata (tra le altre questioni) della corretta individuazione del minimo salariale in base al quale dev’essere svolta la valutazione della stazione appaltante del sub-procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

Nel decidere la questione, il Collegio ha anzitutto richiamato l’art. 97, comma 5, c.c.p., per il quale

La stazione appaltante richiede per iscritto, assegnando al concorrente un termine non inferiore a quindici giorni, la presentazione, per iscritto, delle spiegazioni. Essa esclude l’offerta solo se la prova fornita non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di costi proposti, tenendo conto degli elementi di cui al comma 4 o se ha accertato, con le modalità di cui al primo periodo, che l’offerta è anormalmente bassa in quanto: […]

d) il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all’articolo 23, comma 16

Quindi ha ricordato l’interpretazione della predetta norma già offerta dal Tribunale

Questa Sezione (T.A.R. Toscana II, 22 dicembre 2017 n. 1671) ha già stabilito che non possono essere accettate giustificazioni con riguardo allo scostamento dai minimi salariali previsti dall’ordinamento per i dipendenti delle imprese aggiudicatarie di contratti pubblici.

ricordando che

La norma distingue tra l’ipotesi in cui l’anomalia è determinata, in generale, da un basso livello di prezzo proposto dall’offerente e quella in cui è invece cagionata da un costo del personale inferiore ai minimi indicati dalle tabelle ministeriali. In quest’ultimo caso non può essere accettata alcuna giustificazione e l’offerta anomala deve senz’altro essere esclusa.

I Giudici hanno quindi respinto le argomentazioni della controinteressata aggiudicataria, affermando che

non ha rilievo la circostanza che essa aderisca al contratto collettivo nazionale di lavoro per i metalmeccanici stipulato dall’organizzazione sindacale CISAL, poiché la legge, per individuare i minimi salariali non derogabili, fa riferimento non a qualsivoglia contratto collettivo ma alle tabelle ministeriali che rappresentano una media articolata dei costi del lavoro a livello territoriale.

Infine ha chiarito che

Ancor più infondata è la pretesa dell’aggiudicataria di riconoscere giustificata l’anomalia applicando i costi della manodopera vigenti nella provincia di […], poiché il calcolo del minimo salariale inderogabile nell’esecuzione dei contratti pubblici deve avvenire con riferimento al luogo ove essi si svolgono.

Tale interpretazione è suffragata dal fatto che

Diversamente opinando risulterebbe privo di senso il riferimento normativo a tabelle articolate territorio per territorio; è vero invece che il costo del lavoro è diverso da zona a zona e di questo non si può non tenere conto: proprio per tale ragione non è possibile accettare giustificazioni basate sul fatto che in un territorio determinato, si prevede l’esecuzione dell’appalto con il pagamento della manodopera in termini peggiorativi rispetto a quelli vigenti nella zona di esecuzione dell’appalto. In tal modo si innescherebbe facilmente una concorrenza al ribasso sui costi di manodopera, ed è ciò che il legislatore intende evitare.

(T.A.R. Toscana, Firenze, Sez. II, sentenza n. 797 pubblicata il 5 giugno 2018)