Il costo del personale può essere non imputato alla commessa vinta?

La sentenza in esame si è occupata della rilevanza, ai fini del sub-procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta, della dichiarazione dell’operatore economico di sostenere internamente il costo del personale ulteriore offerto rispetto ai requisiti minimi del bando di gara.

In specie un concorrente aveva partecipato ad una procedura offrendo l’impiego di sei addetti al servizio posto a gara, due in più di quanto richiesto dal disciplinare.

In sede di sub-procedimento di verifica dell’anomalia, era emerso che i costi del personale indicati in offerta erano sufficienti a remunerare solamente quattro operatori.

Nelle proprie giustificazioni, quindi, il concorrente aveva affermato che il costo dei due operatori ulteriori, già in forza presso la sua struttura aziendale, non sarebbe stato imputato al servizio posto a gara.

La stazione appaltante aveva quindi escluso l’operatore giudicando anomala la sua offerta e questi aveva impugnato tale provvedimento avanti al competente T.A.R.

Il Collegio, nel respingere le censure avanzate, ha quindi stabilito che

anche la dichiarata volontà di non imputare al servizio posto a gara il costo del personale ulteriore da impiegare nell’espletamento del servizio costituisce elemento perturbatore della integrità e della decifrabilità dell’offerta capace di alterarne la consistenza economica, traducendosi in un indebito vantaggio competitivo per la società ricorrente.

(T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, sentenza n. 1416 del 2 novembre 2018)