Decreto Cura Italia: le misure in materia di appalti pubblici

Il d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. “Decreto Cura Italia”), rubricato “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha introdotto misure urgenti per fronteggiare e contrastare l’emergenza connessa al diffondersi dal virus COVID-19 (c.d. Coronavirus).

Tra le misure introdotte in materia di contratti pubblici di cui al d.lgs. 50/2016, il Decreto Cura Italia ha previsto che:

  1. è ammesso, per le iniziative volte a contenere gli effetti negativi sull’internazionalizzazione del sistema Paese, come meglio dettagliate all’art. 72 del Decreto Cura Italia, il ricorso alla procedura di cui all’art. 63, comma 6 del d.lgs. 50/2016 (Procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara), fino al 31 dicembre 2020. In tal caso le stazioni appaltanti individueranno gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economica e finanziaria e tecniche e professionali desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione, selezionando almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei;
  2. le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico, le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti, nonché le autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per le società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, sono autorizzate, per lo sviluppo di sistemi informativi per la diffusione del lavoro agile e di servizi in rete per l’accesso di cittadini e imprese, come meglio dettagliato all’art. 75 del Decreto Cura Italia, fino al 31 dicembre 2020, ad acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante ricorso alla procedura di cui all’art. 63, comma 2, lett. c), del d.lgs. 50/2016 (Procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara), selezionando l’affidatario tra almeno quattro operatori economici, di cui almeno una «start-up innovativa» o un «piccola e media impresa innovativa», iscritta nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 17 dicembre 2012, n. 221 e all’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 24 marzo 2015, n. 33. Successivamente, le amministrazioni potranno stipulare il contratto previa acquisizione di una autocertificazione dell’operatore economico aggiudicatario attestante il possesso dei requisiti generali, finanziari e tecnici, la regolarità del DURC e l’assenza di motivi di esclusione secondo segnalazioni rilevabili dal Casellario Informatico di ANAC, nonché previa verifica del rispetto delle prescrizioni imposte dalle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Al termine delle procedure di gara, le amministrazioni stipulano immediatamente il contratto ed avviano l’esecuzione degli stessi, anche in deroga ai termini di cui all’articolo 32 del decreto legislativo n. 50 del 2016. Di conseguenza, non occorre attendere il termine dilatorio (stand still) di 35 giorni per la stipula del contratto;
  3. è autorizzata, per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del COVID-19, come meglio dettagliato all’art. 86 del Decreto Cura Italia, fino al 31 dicembre 2020, l’esecuzione dei lavori di somma urgenza mediante ricorso alle procedure di cui all’articolo 163 del d.lgs. 50/2016 (Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile), anche in deroga ai limiti di spesa ivi previsti, fatto salvo il limite della soglia europea, e ai termini di presentazione della perizia giustificativa dei lavori. Pertanto, la procedura potrà essere attivata a condizione che l’importo non superi, in ogni caso, le soglie di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del d.lgs. 50/2016;
  4. il rispetto delle misure di contenimento di cui al Decreto Cura Italia è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti. Di conseguenza, l’appaltatore potrà andare esente da responsabilità purché dimostri che l’inadempimento o il ritardo nell’esecuzione di contratti pubblici di cui al d.lgs. 50/2016 siano connessi all’osservanza delle misure di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, salvo quanto previsto dalle clausole contrattuali in essere. Inoltre, l’art. 91 del Decreto Cura Italia, introducendo un’integrazione all’art. 35, comma 8 del d.lgs. 50/2016, senza alcuna correlazione temporale allo stato emergenziale, stabilisce la possibilità di erogare un’anticipazione del prezzo pari al 20% del valore del contratto di appalto anche nel caso di consegna in via d’urgenza, ai sensi dell’articolo 32, comma 8, del d.lgs. 50/2016, a patto che tale anticipazione sia subordinata, in ogni caso, alla costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all’anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma della prestazione.
  5. le aziende, le agenzie e gli enti del Servizio sanitario nazionale, per l’acquisizione di forniture e servizi da utilizzare nelle attività di contrasto dell’emergenza COVID-19, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private, ai sensi dell’art. 793 c.c., ricorrono, nella vigenza dello stato di emergenza e in ogni caso sino al 31 luglio 2020, all’affidamento diretto, senza previa consultazione di due o più operatori economici, per importi non superiori alle soglie di cui all’articolo 35 del d.lgs. 50/2016, a condizione che l’affidamento sia conforme al motivo delle liberalità (cfr. art. 99 del Decreto Cura Italia);
  6. le istituzioni scolastiche, per l’acquisizione di piattaforme per la didattica a distanza e dei dispositivi di cui al comma 1, lettere a) e b), dell’all’art. 120 del Decreto Cura Italia, ricorrono agli strumenti di cui all’articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (es. convezioni – MEPA). Qualora non sia possibile ricorrere ai predetti strumenti, le istituzioni scolastiche provvedono anche in deroga alle disposizioni del d.lgs. 50/2016.