DECRETO SEMPLIFICAZIONI – La liberalizzazione del criterio di aggiudicazione di cui all’art. 95, co. 3, Codice

Ci si chiede se le norme del D.L. Semplificazioni deroghino o meno all’art. 95, co. 3, Codice che prevede che “Sono aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo:

a) i contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonché ai servizi ad alta intensità di manodopera, come definiti all’articolo 50, comma 1, fatti salvi gli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a);
b) i contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di importo pari o superiore a 40.000 euro;
b-bis) i contratti di servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo
”.

Fermo restando, in ogni caso, l’obbligo di rispettare i tempi della procedura dettati dal D.L. Semplificazioni:

  • 1, co. 1, D.L. 76/2020: le procedure in deroga agli artt. 36, co. 2 e 157, co. 2, Codice avviate entro il 31.7.2021 devono concludersi entro due mesi dall’avvio del procedimento;
  • 1, co. 1, D.L. 76/2020: le procedure in deroga di cui all’art. 1, co. 2, lett. b), DL 76/2020 avviate entro il 31.7.2021 devono concludersi entro quattro mesi dall’avvio del procedimento;
  • 2, co. 1, D.L. 76/2020: le procedure sopra-soglia per l’incentivazione degli investimenti pubblici di cui all’art. 2, D.L. 76/2020 avviate entro il 31.7.2021 devono concludersi entro sei mesi dall’ avvio del procedimento,

depone a favore della liberalizzazione:

il principio della successione delle leggi nel tempo (Lex posterior derogat priori): secondo tale principio la disciplina di cui agli artt. 95, co. 3 e 36, co. 9-bis, Codice, per gli appalti sotto-soglia, è derogata, sino al 31.7.2021, dalla nuova disciplina speciale dettata, in un’ottica acceleratoria e di semplificazione della procedura, dall’art. 1, co. 3, D.L. 76/2020 –> fino al 31.7.2021 per gli appalti di cui all’art. 95, co. 3, Codice, viene meno l’obbligo dell’OEPV: le stazioni appaltanti possono scegliere il criterio del minor prezzo oppure il criterio dell’OEPV.

depone contro la liberalizzazione:

il fatto che l’art. 1, co. 1, D.L. 76/2020 deroghi espressamente solo al comma 2 dell’art. 36 del Codice e non anche al comma 9-bis dell’art. 36, Codice, che, a sua volta, fa salvo l’art. 95, co. 3 –> gli appalti di cui all’art. 95, co. 3, Codice, devono essere aggiudicati con il criterio dell’OEPV.

CONTRA liberalizzazione è anche l’ANAC che, nell’“Analisi delle disposizioni del D.L. n. 76/2020 in materia di contratti pubblici” dd. 3.8.2020, al paragrafo “Criterio di aggiudicazione”, propone al Parlamento, in sede di conversione in legge del DL, di rivedere la disposizione nel senso di fare espressamente salva la previsione di cui all’art. 95, co. 3, Codice)

! Nel caso di appalti ad alta intensità di manodopera infra 150.000,00 euro, il RUP dovrà in ogni caso accertarsi che sussista la congruità del costo del lavoro e sia rispettato il principio insito nell’art. 97, co. 5, lett. d), Codice.