Diritto di accesso e tutela dei segreti tecnici e industriali

La sentenza in esame ha ben riassunto la dinamica dei contrapposti interessi nell’esercizio del diritto di accesso difensivo rispetto alle operazioni di una procedura ad evidenza pubblica, a dire:

  • da un lato l’interesse all’accesso (all’ostensione della documentazione);
  • dall’altro l’interesse alla tutela dei segreti tecnici e industriali.

Dopo aver deciso la controversia specifica, il Collegio ha quindi voluto specificare che

Nella disciplina vigente [art. 53 del D.lgs. n. 50/2016, n.d.r.], dunque, è riconosciuto l’interesse qualificato del concorrente ad accedere agli atti di gara, risolvendosi a favore del diritto di difesa – e quindi dell’accesso – il conflitto trasversalmente latente che in materia di appalti si instaura rispetto ai profili di riservatezza che possano riguardate segreti tecnici o commerciali avvalendosi dei quali si sia giunti a confezionare l’offerta di gara.

Del resto, sempre restando su un piano generale, la stessa scelta a monte di partecipare ad una procedura pubblica di selezione – con le esigenze di trasparenza che la connotano – implica necessariamente il rischio di una possibile “pubblicizzazione” del segreto tecnico o commerciale, essendo evidente che, proprio in correlazione all’insorgere di un possibile contenzioso in relazione alla stessa, la parte, in prima battuta, o se del caso il Giudice, nell’esercizio dei propri poteri istruttori, potrebbero realisticamente utilizzare in tutto o in parte per le esigenze del giudizio il materiale astrattamente coperto da segreto, in tal modo inevitabilmente pubblicizzandolo.

Nello stesso partecipare ad una procedura di evidenza pubblica vi è dunque una potenziale “accettazione del rischio” di pubblicizzazione dei contenuti dell’offerta, con particolare riguardo all’insorgere di esigenze processuali.

(T.A.R. Puglia, Bari, Sez. I, sent. n. 227 pubblicata l’11 febbraio 2019)