DL Semplificazioni: le previsioni derogatorie per il sotto-soglia (salvo intese)

Nella conferenza stampa di ieri il Primo Ministro ha annunciato l’approvazione, salvo intese, del Decreto c.d. “semplificazioni”.

Tra le principali misure in materia di contratti pubblici, si introduce in via transitoria, fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture.

Le nuove norme prevedono l’applicazione, in deroga agli artt. 36 co. 2 e 157, co. 2, del D.Lgs. 50/2016, delle procedure di affidamento di cui ai commi 2, 3 e 4 dell’art. 1 del testo (salvo intese) del D.L. semplificazioni, qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021 ed, in particolare, stabiliscono:

  1. l’affidamento diretto per prestazioni (lavori, servizi, forniture) di importo inferiore a 150.000 euro (durante la conferenza stampa il Presidente del Governo ha precisato che la soglia, prima prevista a 40.000 euro è stata portata a 150.000 euro, ndr.);
  2. l’utilizzo di una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, che tenga conto anche di una diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate, individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per l’affidamento di servizi e forniture di importo pari o superiore a 150.000 euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, ovvero di almeno dieci operatori per lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a un milione di euro, ovvero di almeno quindici operatori per lavori di importo pari o superiore a un milione di euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50.

Da segnalare, per quanto attiene agli affidamenti di cui al precedente pt. 2, che:

  • v’è l’obbligo di rispettare il principio di rotazione degli inviti;
  • gli inviti devono tener conto anche di una diversa dislocazione territoriale delle imprese;
  • la selezione delle imprese deve avvenire alternativamente o in base ad indagini di mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici;
  • il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso (rect. minor prezzo!, ndr.), salvo motivato ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (rect. miglior rapporto qualità/prezzo!, ndr.). Nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso (rect. minor prezzo!, ndr.), le stazioni appaltanti procedono all’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’articolo 97, commi 2, 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo n. 50 del 2016, anche qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque;
  • dovrà essere pubblicato un avviso di post-informazione contenente l’indicazione degli operatori economici invitati.

Il comma 4 dell’art. 1 dell’ultimo testo della norma prevede inoltre che:

per le modalità di affidamento di cui al presente articolo la stazione appaltante non richiede le garanzie provvisorie di cui all’articolo 93 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, salvo che, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che giustifichino tale richiesta, che la stazione appaltante indica nell’avviso di indizione della gara o in altro atto equivalente. nel caso in cui sia richiesta la garanzia provvisoria, il relativo ammontare è dimezzato rispetto a quello previsto dal medesimo articolo 93.

Infine, dato non trascurabile e non troppo “sponsorizzato”, la norma prevede tempistiche precise e precise responsabilità in capo al RUP nella conduzione delle dette procedure (come pure previsto per le procedure sopra-soglia):

(…) l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di due mesi dalla data di adozione dell’atto di avvio del procedimento, aumentati a quattro mesi nei casi di cui al comma 2, lettera b).

Il mancato rispetto dei termini di cui al periodo precedente, la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dell’operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento che viene senza indugio dichiarata dalla stazione appaltante e opera di diritto.

Sia consentita un’ultima riflessione: la deroga all’art. 36 fa espresso rimando al solo comma 2, rimanendo quindi applicabili, e non derogati, i restanti commi del citato articolo, in particolare i principi e gli articoli ivi richiamati di cui al primo comma dell’art. 36.