La doverosità del contraddittorio nella verifica dell’anomalia

La sentenza in commento si è occupata della doverosità, qualora previsto nella lex specialis di gara, dell’attivazione del sub procedimento di verifica dell’anomalia delle offerte ai sensi dell’art. 97 c.c.p.

In particolare, la decisione muove dal ricorso presentato da un concorrente avverso il provvedimento di aggiudicazione di una procedura nella quale il R.U.P. aveva omesso di effettuare il procedimento di verifica dell’anomalia, pur previsto nella lex specialis, limitandosi ad affermare in astratto la congruità dell’offerta dell’impresa risultata vincitrice.

Il Collegio, nel decidere il ricorso, ha preliminarmente ricordato la definizione di offerta anomala

Va ricordato che, per offerta anomala, deve intendersi quell’offerta troppo bassa, rispetto all’entità delle prestazioni richieste dal bando di gara, e che, in quanto tale, suscita il sospetto della scarsa serietà dell’offerta e denota l’indizio di una possibile non corretta esecuzione della prestazione contrattuale, ledendo in tal modo l’interesse pubblico dell’amministrazione, anche per l’inidoneità intrinseca ad assicurare all’offerente operatore economico un adeguato profitto (Cons. St., sez. V, 25 giugno 2018 n. 3921).

I Giudici hanno poi ricordato che

La ratio sottesa alla produzione delle giustificazioni dell’anomalia dell’offerta è dunque quella di consentire al potenziale aggiudicatario di fornire chiarimenti sulle ragioni che consentono all’impresa di operare a condizioni particolarmente favorevoli per l’Amministrazione, garantendo, al contempo, la corretta e puntuale esecuzione dell’appalto.

Con riferimento alla necessità del contraddittorio nel sub-procedimento di verifica dell’anomalia, il T.A.R. ha specificato che

L’offerta anomala quindi si connota come offerta che può rivelare una disfunzione del libero gioco della concorrenza, per elidere la quale la disciplina in materia di appalti pubblici ha specificamente apprestato il rimedio dell’attivazione del sub-procedimento della verifica dell’anomalia, epperò da svolgersi in contraddittorio con l’impresao le imprese che abbiano presentato offerte, che superino la c.d. soglia di anomalia.

con la conseguenza che

al previsto strumento di controllo interno della valutazione dell’anomalia, si correla l’interesse delle altre imprese partecipanti alla procedura di gara, che abbiano invece presentato offerte in regola con l’anzidetta soglia, ad attendersi sul punto un comportamento amministrativo delle stazioni appaltanti imparziale, aderente alla normativa e, quindi, coerente con detta speciale procedura di verifica, predisposta dall’ordinamento per simili fattispecie, comportamento che invece non può mai risolversi nella espressione di meri giudizi aprioristici, senza i dovuti riscontri.

Da tali considerazioni il Collegio ha stabilito che

In ultima analisi, il confronto tra l’amministrazione e l’offerente, la cui offerta è sospetta di anomalia, rappresenta un momento imprescindibile, ai fini del rispetto dei principi comunitari e dell’evidenza pubblica che regolano la materia degli appalti pubblici.

stabilendo che

Motivo per cui è illegittima l’omissione del sub-procedimento di valutazione dell’anomalia dell’offerta, laddove siano presenti e, per di più, riscontrati dalla stessa amministrazione– come nel caso di specie – tutti i presupposti di legge e di disciplinare per una sua doverosa attivazione (che non può invece essere ad libitum ritenuta “eventuale”).

Con riferimento alla sintetica motivazione in astratto della congruità dell’offerta, i Giudici hanno inoltre chiarito che

È vero che, all’esito, la stazione appaltante esprime un giudizio motivato di accettabilità o meno dell’offerta (Cons. St., sez. V, 17 maggio 2018 n. 2951) nell’esercizio di un potere tecnico-discrezionale (Cons. St., sez. III, 13 marzo 2018 n. 1609); ma si tratta pur sempre di una valutazione doverosa, a garanzia della stessa serietà della prestazione promessa, qualora la disciplina di gara lo abbia previsto e vi siano gli elementi che inducano a procedere a questo tipo di riscontro dell’offerta sospettata di anomalia.

Il TAR ha quindi accolto il ricorso, poiché

Detto sub-procedimento di valutazione dell’anomalia, peraltro, stante in concreto anche la pertinente contestazione di una società offerente già in sede di gara, circa i “prezzi fuori mercato” offerti, doveva quindi essere effettuato.

(T.A.R. Puglia, Bari, Sez. II, sentenza n. 1381 pubblicata il 25 ottobre 2018)