Fatturato specifico: definizione

I fatti in rassegna muovo dal ricorso proposto avverso l’aggiudicazione di una procedura di gara ad un operatore che, secondo la ricorrente, era privo di alcuni requisiti di partecipazione.

In particolare sarebbe stata omessa la comprova del fatturato specifico, il che avrebbe dovuto portare alla conseguente esclusione della controinteressata dalla procedura di gara per mancanza del requisito di capacità economica e finanziaria.

Secondo la ricostruzione dell’operatore economico ricorrente il volume di affari richiesto nel disciplinare di gara per il periodo di riferimento (fatturato specifico medio annuo nel settore di attività oggetto dell’appalto, riferito agli ultimi tre esercizi finanziari disponibili) doveva essere conseguito nel settore oggetto di gara, “id est” nel settore relativo alla fornitura di oli lubrificanti navali.

Tuttavia l’aggiudicataria ha prodotto, a corredo della documentazione amministrativa, (solo) i bilanci d’esercizio 2017, 2018 e 2019, senza allegare documentazione conferente al fine di dimostrare il livello di fatturato richiesto dal Disciplinare di gara derivante dalla cessione del prodotto specifico oggetto della fornitura (olii lubrificanti).

Il ricorso viene respinto in quanto infondato.

A tal fine il Collegio precisa che i requisiti economico-finanziari mirano a garantire che

il concorrente disponga di una struttura aziendale che, anche sotto il profilo della solidità economica, sia idonea a soddisfare le specifiche necessità dell’Amministrazione in relazione all’oggetto dell’appalto.

Il Codice prescrive, all’All. XVII, Parte I, che l’Amministrazione possa verificare tali requisiti richiedendo la presentazione dei bilanci o di estratti di bilancio; oppure dichiarazioni concernenti il fatturato globale e, se del caso, il fatturato del settore di attività oggetto dell’appalto per gli ultimi tre esercizi disponibili.

Diversamente, i requisiti tecnico-professionali sono preordinati a verificare

l’esistenza del bagaglio esperienziale che l’operatore economico concorrente deve possedere per garantire di essere concretamente in grado di svolgere le attività oggetto dell’appalto, avendo già realizzato in passato attività simili.

Il c.d. fatturato specifico, oggetto delle censure ricorsuali, costituisce nella specie requisito di carattere economico finanziario (e non requisito tecnico-professionale), atteso che come tale lo qualifica il Disciplinare di gara, in coerenza con l’art. 83, comma 4, lett. a), del d.lgs. n. 50/2016.

Alla luce di tali premesse e poiché con il requisito economico l’operatore che partecipa alla gara dimostra, essenzialmente la propria solidità finanziaria, sarebbe errato interpretare il punto 3.2.2. del disciplinare, nei termini restrittivi pretesi dalla ricorrente, come riferito e da riferire alle sole forniture eseguite di olii lubrificanti (o addirittura di “olii lubrificanti navali”), laddove la norma di gara utilizza l’espressione Fatturato specifico medio annuo nel settore di attività oggetto dell’appalto”.

Proprio il riferimento al “settore di attività” 

è indicativo della maggior ampiezza contenutistica dell’oggetto da considerare, che non può restringersi ai soli “oli lubrificanti” o addirittura ai soli “oli lubrificanti navali”, visto che, anche a livello di Codice Ateco (46.71), l’ambito di attività dell’aggiudicataria è relativo al “commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi”, tra i quali sono compresi tanto gli olii lubrificanti quanto i carburanti (tutti facenti parte della categoria dei “prodotti petroliferi” e loro derivati).

E’ stato, peraltro, ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza che

“nelle gare pubbliche, laddove il bando di gara richieda quale requisito il pregresso svolgimento di «servizi analoghi», tale nozione non può essere assimilata a quella di «servizi identici» dovendosi conseguentemente ritenere, in chiave di favor partecipationis, che un servizio possa considerarsi analogo a quello posto a gara se rientrante nel medesimo settore imprenditoriale o professionale cui afferisce l’appalto in contestazione, cosicché possa ritenersi che grazie ad esso il concorrente abbia maturato la capacità di svolgere quest’ultimo” (cfr. da ultimo, Cons. Stato, sez. V, 18 dicembre 2017 n. 5944).

Analogamente,

“quando la lex specialis di gara richiede, come nella fattispecie, di dimostrare il pregresso svolgimento di servizi simili, non è consentito alla stazione appaltante di escludere i concorrenti che non abbiano svolto tutte le attività rientranti nell’oggetto dell’appalto, né le è consentito di assimilare impropriamente il concetto di servizi analoghi con quello di servizi identici, considerato che la ratio di siffatte clausole è proprio quella di perseguire un opportuno contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche” (Cons. Stato, V, 25 giugno 2014, n. 3220; cfr. anche T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. II, 18 novembre 2014, n. 2892).

In conclusione il Collegio ricorda come

la ratio sottesa alla succitata clausola del bando è il contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche, dal momento che la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici” (Cons. Stato, Sez. V, n. 5040/2018 e n. 3267/2018).

Leggi TAR Lazio, sez. I bis, del 03/05/2021, n. 5111