Il “visto per approvazione” può configurarsi quale provvedimento di aggiudicazione?

Segnaliamo una recentissima pronuncia del giudice di prime cure che, poche ore prima dell’anno nuovo, si è occupato di dirimere il quesito posto a titolo.

In particolare, la ricorrente, dopo aver preso visione del provvedimento pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente, osserva come

tale provvedimento non potrebbe qualificarsi come provvedimento di aggiudicazione, non essendo all’uopo sufficiente la mera apposizione di un timbro “Visto per approvazione” sulla proposta di aggiudicazione e difettando una motivazione.

Di avverso avviso il Collegio, il quale ritiene non meritevoli di accoglimento le censure, avuto riguardo alla disciplina della aggiudicazione recata dal nuovo codice dei contratti pubblici.

Anzitutto viene ricordato, come affermato dalla giurisprudenza (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 27 aprile 2020 n. 2655), che

nel nuovo codice dei contratti pubblici risulta eliminata la precedente distinzione tra “aggiudicazione provvisoria” e “aggiudicazione definitiva” e che la fase finale della procedura di aggiudicazione si articola nella “proposta di aggiudicazione”, che è adottata dal seggio di gara, e nell’ “aggiudicazione” tout court, che è il provvedimento conclusivo della procedura (cfr. Cons. Stato, V, 10 ottobre 2019, n. 6904; V, 15 marzo 2019, n. 1710).

L’aggiudicazione costituisce un’autonoma manifestazione di volontà della stazione appaltante, resa all’esito della “verifica della proposta di aggiudicazione”, prevista dall’art. 32, comma 5.

L’art. 33 regola il rapporto tra l’attività della commissione o seggio di gara, che formula la proposta, e l’amministrazione appaltante, che deve verificare e controllare la regolarità e la legittimità del procedimento, formulando eventualmente osservazioni o chiedendo chiarimenti.

Nel caso oggetto di pronuncia, si legge,

il provvedimento di aggiudicazione è stato apposto in calce al verbale di gara del 30 luglio 2020, sotto forma di “Visto si approva” a firma del Direttore Generale p.t., pubblicato sul sito istituzionale e sulla GU.

Nel verbale, la Commissione ha dato atto della regolarità giuridica delle operazioni di apertura delle buste e provveduto all’attribuzione e alla sommatoria dei punteggi tecnici con quelli economici, formulando infine la proposta di aggiudicazione.

Ad avviso del Collegio, dunque, nel ripetuto verbale sono stati riportati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la proposta di aggiudicazione della Commissione in relazione alle risultanze dell’istruttoria di gara; con il visto apposto in calce al verbale, tali ragioni in fatto e in diritto vengono fatti propri dall’Amministrazione con una motivazione per relationem del provvedimento di aggiudicazione, pacificamente ammessa nel nostro ordinamento (Cons. Stato, Sez. II, 3 dicembre 2019, n. 8276; id., V, 4 agosto 2017, n. 3907; id., IV, 22 marzo 2103, n. 1632 e 18 febbraio 2010, n. 944.

In conclusione,

il provvedimento di aggiudicazione risulta dunque congruamente motivato sulla base dei presupposti di fatto e dei requisiti giuridici evidenziati nel verbale di gara che lo contiene, e pertanto anche le doglianze relative al difetto di motivazione vanno disattese.

Leggi TAR Lazio, I-Bis, 31 dicembre 2020, n. 14189