La comprimibilità dei termini per il soccorso istruttorio

La sentenza in esame si è occupata della possibilità, per la stazione appaltante, di comprimere il termine di dieci giorni previsto all’art. 83, comma 9, del Codice, a mente del quale

Le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda possono essere sanate attraverso la procedura di soccorso istruttorio di cui al presente comma. In particolare, in caso di mancanza, incompletezza e di ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo di cui all’articolo 85, con esclusione di quelle afferenti all’offerta economica e all’offerta tecnica, la stazione appaltante assegna al concorrente un termine, non superiore a dieci giorni, perché siano rese, integrate o regolarizzate le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere. In caso di inutile decorso del termine di regolarizzazione, il concorrente è escluso dalla gara. Costituiscono irregolarità essenziali non sanabili le carenze della documentazione che non consentono l’individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa

Anzitutto il Collegio, dopo aver richiamato il testo della norma, ha ricordato la natura del termine ivi fissato

La norma in esame, quindi, prevede solo il termine massimo che può essere concesso per provvedere alle integrazioni documentali richieste dalla stazione appaltante, senza prevedere un termine minimo.

Tale termine, inoltre, per pacifica giurisprudenza, ha natura perentoria (cfr. di recente, Cons. Stato, sez. V, 29 maggio 2019, n. 3592; T.A.R. Lazio, Roma, sez. I, 18 aprile 2019, n. 5044).

Circa la possibilità di una sua compressione, il T.A.R. ha precisato che

è rimessa alla valutazione discrezionale della stazione appaltante l’eventuale assegnazione di un termine inferiore

precisandone le condizioni

da determinarsi in considerazione della consistenza degli adempimenti richiesti e delle esigenze della singola gara, a condizione che l’abbreviazione dei termini sia effettivamente volta ad assicurare la celerità della procedura di gara e non comporti una ingiustificata limitazione dei tempi di partecipazione, per motivi formali e non sostanziali (cfr. T.A.R. Lazio, Roma, sez. I, 7 giugno 2019, n. 7401).

Inoltre i Giudici hanno specificato che

non è dato rinvenire nell’ordinamento un criterio generale e vincolante che imponga la riduzione dei termini previsti dal codice dei contratti pubblici in misura non superiore alla metà.

T.A.R. Veneto, Venezia, Sez. I, sent. n. 195 del 27 febbraio 2020