La differenza tra elementi di giudizio e criteri di valutazione

La sentenza in esame ha puntualmente definito la differenza che intercorre tra gli elementi di giudizio previsti nella lex specialis di gara e gli eventuali criteri di attribuzione dei punteggi alle offerte presentate dai concorrenti.

Il Collegio, in particolare, ha anzitutto ricordato che

 l’individuazione, nel bando, di 4 elementi di giudizio […] non può essere qualificata come previsione di criteri o sub-criteri di attribuzione del punteggio, costituendo la mera individuazione dei parametri di valutazione dell’offerta tecnica.

Nel caso di specie, infatti,

La lex specialis prevedeva infatti esclusivamente l’attribuzione, per ciascuno di tali parametri, di un punteggio da parte di ciascun commissario, senza indicare alcun criterio per l’espressione del giudizio.

I Giudici hanno quindi richiamato le linee guida n. 1 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (si trattava, infatti, di una procedura per l’affidamento di servizi di ingegneria), ricordando che

Come precisato dalle già citate linee guida n. 1 di Anac, in riferimento agli elementi di valutazione dell’offerta tecnica considerati nel bando dovrebbero essere individuati specifici criteri motivazionali, in quanto: “La costruzione della scala delle valutazioni in riferimento sia al criterio di valutazione a) (professionalità o adeguatezza dell’offerta) sia al criterio di valutazione b) (caratteristiche qualitative e metodologiche dell’offerta o caratteristiche metodologiche dell’offerta) impone che il disciplinare di gara stabilisca i criteri motivazionali che permettano alla commissione di gara di valutare quando un’offerta è migliore di un’altra. La documentazione a corredo dell’offerta ed i criteri motivazionali previsti nei documenti di gara devono, per entrambi i criteri a) e b), essere differenti a seconda che i servizi da affidare riguardino la sola prestazione di progettazione, la sola prestazione di direzione dei lavori o entrambe le prestazioni. I documenti di gara dovranno fissare, altresì, i contenuti dei criteri motivazionali da impiegare nella fase valutativa delle offerte.” (Linee guida n. 1, par. VI).

Il T.A.R. ha ricordato che

una cosa sono gli elementi da valutare, altra cosa sono i criteri per attribuire i punteggi a detti elementi.

Tale distinzione “(…) è fondamentale, perché:

– gli elementi di valutazione sono i parametri rispetto ai quali le offerte vengono valutate dalla commissione di gara (tali parametri sono indicati esemplificativamente dall’art. 95, comma 6, del D.Lgs. n. 50 del 2016 e vanno ovviamente adattati all’oggetto del singolo appalto. Nelle Linee guida in commento l’ANAC ha enucleato specifici criteri di valutazione riferiti alle gare per l’affidamento di incarichi di progettazione);

– i criteri motivazionali evidenziano invece i profili in base ai quali la commissione attribuisce, per ciascuno dei criteri e sub-criteri di valutazione, un determinato punteggio nell’ambito del range previsto dal bando.” (T.A.R. Marche, Sez. I, 31.12.2018, n. 835).

richiamando anche gli orientamenti giurisprudenziali sul punto

Va riconosciuto che secondo dominante giurisprudenza – nel caso di aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa- l’articolo 95, comma 8 del d.lgs. 50/2016 riconosce all’amministrazione la facoltà, e non l’obbligo, di individuare criteri di valutazione ed eventuali sub-criteri, in relazione alle specifiche concrete esigenze della stazione appaltante.

fermo il fatto che

Peraltro l’assenza di criteri deve essere bilanciata con un’adeguata motivazione.

Come ultima alternativa – in assenza di ogni predeterminazione dei sub-criteri e dei rispettivi punteggi – la commissione avrebbe dovuto accompagnare i punteggi numerici attribuiti con una idonea motivazione relativa alle valutazioni svolte, rendendo così trasparente il percorso logico seguito e consentendo ai concorrenti di comprendere le ragioni del giudizio ricevuto per la propria offerta tecnica. Una seppur sintetica motivazione, in sostanza, avrebbe consentito il controllo estrinseco della correttezza dell’iter decisionale seguito, senza peraltro determinare alcuna interferenza nelle valutazioni di natura discrezionale rimesse esclusivamente all’amministrazione in fase di valutazione (cfr. TAR Lombardia, Milano, sez. IV, 11.12.2017, n. 2337)”. (T.A.R. Veneto, Sez. I, 19.04.2018, n. 431).

(T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. I, sent. n. 162 pubblicata il 19 febbraio 2019)