La natura dei documenti di regolarità fiscale/previdenziale

La sentenza richiamata si è occupata del valore che assumono le certificazioni rilasciate dagli enti preposti riguardo alla posizione fiscale e previdenziale dei concorrenti.

In particolare il Collegio ha stabilito la natura fidefacente di detti atti

E’ pacifico in giurisprudenza che, quanto alla loro natura, i documenti rilasciati dalle Autorità competenti ratione officii in ordine alla posizione delle ditte concorrenti alle gara pubbliche con riferimento al pagamento di imposte e tasse e contributi previdenziali e assistenziali si qualificano come atti di certificazione e/o attestazione assistiti da pubblica fede ex art. 2700 c.c. e facenti prova fino a querela di falso.

con la conseguenza che

Per pacifico principio giurisprudenziale, qualora l’Agenzia delle Entrate attesti a carico del concorrente violazioni fiscali “definitivamente accertate”, la stazione appaltante non ha altra possibilità che escludere detta società dalla gara, essendole preclusa un’autonoma valutazione della questione (cfr., ex multis, Cons. Stato, Sez. V, 12 febbraio 2018, n. 856; 21 giugno 2012, n. 3663; 18 gennaio 2011, n. 789; Sez. IV, 15 dicembre 2014, n. 6157).

Nel caso specifico il concorrente escluso aveva proposto querela di falso avanti all’autorità giudiziaria ordinaria.

Sul punto il T.A.R. ha stabilito che

L’eventuale esito favorevole della querela di falso proposta dinanzi al Tribunale civile […] non lascerà la ricorrente priva di tutela per quanto attiene alla richiesta risarcitoria, potendo ben far valere in tal caso le proprie ragioni dinanzi al giudice munito di giurisdizione.

(T.R.G.A., Bolzano, sent. n. 71 del 19/03/2019)