L’affidamento diretto di servizi e forniture: prima ordinanza

Una recente ordinanza si è occupata di vagliare, seppur con il carattere di sommarietà proprio della fase cautelare del giudizio, un avviso di indagine di mercato volto a stimolare gli operatori economici a presentare un preventivo per l’affidamento, diretto, del servizio ivi descritto.

L’avviso informava che l’affidamento diretto avrebbe avuto luogo sulla base del

“valore curriculare in servizi analoghi realizzati nell’ultimo triennio, modalità operativa di gestione dei servizi, con particolare riferimento agli strumenti utilizzati per lo svolgimento delle prestazioni e alle tempistiche di risposta, e ulteriori servizi migliorativi dell’offerta rispetto a quanto indicato”.

Tale regola, ad avviso del Collegio,

non consente di ritenere che il criterio di aggiudicazione prescelto sia quello del prezzo più basso;

Dopo aver precisato che

l’art. 36 c. 2 lett. b) del Codice dei Contratti impone alle stazioni appaltanti che intendano procedere ad affidamenti diretti sotto soglia di acquisire “almeno”, cinque preventivi

il Collegio ha ricordato che

a seguito delle modifiche apportate dal D.L. n. 32/2019, convertito con L. 14.6.2019 n. 55, all’art. 36 c 2 lett. b) del D.Lgs. n. 50/2016, pur potendo le stazioni appaltanti affidare i servizi sotto soglia “mediante affidamento diretto”, anziché a seguito di “procedura negoziata”, come avveniva in precedenza, ciò deve tuttavia avere luogo “previa valutazione” dei preventivi ivi richiamati;

e che pertanto,

pur nell’ambito di una tendenziale semplificazione delle procedure di affidamento sotto soglia, il legislatore ha sostanzialmente richiesto che le stesse siano incentrate su di una valutazione comparativa, sebbene da esperirsi con celerità, e con il minimo aggravio procedimentale;

che conseguentemente, quest’ultima non può che svolgersi

nel rispetto dei principi fondamentali del Trattato UE, applicabili anche sotto soglia, ed in primis, di quello di trasparenza;

Alla luce delle suesposte considerazioni, il TAR Lombardia è giunto a concludere che nella fattispecie in esame,

detti principi non paiono essere stati rispettati, in considerazione della genericità dei criteri adottati, che in parte sono di natura meramente soggettiva, tale da non consentire ai partecipanti di comprendere ex ante sulla base di quali concreti elementi la stazione appaltante avrebbe prescelto una determinata offerta.

Conseguentemente la domanda cautelare è stata accolta e per l’effetto è stata sospesa l’efficacia dei provvedimenti impugnati.

Interessante notare come il Collegio abbia tranquillamente affermato che

Scarica TAR Lombardia, Milano, Ord. del 25.10.2019, n. 1400

 

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