L’aggiudicazione è sempre annullabile in autotutela

La sentenza in rilievo si è occupata di definire l’ambito temporale di applicazione del potere di autotutela della stazione appaltante rispetto al provvedimento di aggiudicazione di una gara.

Il Collegio, nel decidere la questione, ha anzitutto richiamato il dettato normativo

l’art. 21 nonies della novellata L.241/90 ha dettato, per la prima volta, la disciplina per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio dei provvedimenti amministrativi, potere che da sempre è stato pacificamente riconosciuto all’amministrazione tanto dalla dottrina che dalla giurisprudenza.

La norma prevede : “Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’art. 21 octies può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall’organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge”.

Per poi ricordare che

Il presupposto della illegittimità e della presenza dell’interesse pubblico all’annullamento costituiva, già prima dell’introduzione dell’art. 21 nonies della L. 241/90, condizione indispensabile per l’esercizio del potere di autotutela.

L’unico elemento di novità della norma è rappresentato, quindi, dall’espressa previsione secondo cui all’annullamento d’ufficio l’amministrazione può procedere entro un termine ragionevole dall’emanazione dell’atto.

Da tali premesse i Giudici hanno dedotto che

In linea generale, il ragionevole termine di annullamento e in specie quello di diciotto mesi inserito all’art. 21 – nonies della L. n. 241/1990 dalla L. n. 124/2015 è contemplato dalla norma solo relativamente ai “provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici” e vige “per l’annullamento d’ufficio di atti autorizzatori o attributivi di vantaggi economici” (cfr., Cons. di Stato, Sez. VI, 27.1.2017 n. 341);

eppertanto hanno stabilito che

lo stesso non è applicabile ai provvedimenti di aggiudicazione di gare d’appalto.

Il T.A.R. ha quindi sancito che

la stazione appaltante in ogni momento può procedere all’annullamento in autotutela, ai sensi dell’art. 21-nonies l. n. 241 del 1990, del provvedimento di aggiudicazione definitiva per un vizio originario dell’atto (cfr., T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II, 6 marzo 2013 n. 2432) ed è legittimo l’intervento in autotutela della stazione appaltante, anche se il fatto che lo abbia giustificato sia imputabile alla stessa, non essendo a questa inibito l’utilizzo di tali poteri, che le sono riconosciuti dall’ordinamento non solo ai sensi dell’art. 21 nonies l. n. 241 del 1990 bensì, più in generale, alla luce dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento (cfr., Consiglio di Stato sez. V, 3 agosto 2012 n. 4440).

(T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, Sez. II, sent. n. 181 del 21/02/2019)