Le tabelle ministeriali non sono inderogabili

Con riferimento al costo del lavoro, la pronuncia in esame si è occupata della derogabilità, in sede di offerta, dei valori previsti nelle tabelle ministeriali.

In particolare il T.A.R. ha ribadito che

secondo la giurisprudenza condivisa i valori del costo del lavoro risultanti dalle tabelle ministeriali non costituiscono un limite inderogabile

bensì

semplicemente un parametro di valutazione della congruità dell’offerta

eppertanto

l’eventuale scostamento da tali parametri delle relative voci di costo non legittima di per sé un giudizio di anomalia.

Il Collegio ha inoltre ricordato che

Devono considerarsi anormalmente basse solo le offerte che si discostino in modo evidente dai costi medi del lavoro indicati nelle tabelle predisposte dal Ministero del lavoro

con la conseguenza che

è ammissibile l’offerta che da essi si discosti, purché lo scostamento non sia eccessivo e vengano salvaguardate le retribuzioni dei lavoratori.

Infine i Giudici hanno specificato che

non possono non essere considerati, in sede di valutazione delle offerte, aspetti particolari che riguardano le diverse imprese, con la conseguenza che, ai fini di una valutazione sulla congruità dell’offerta, la stazione appaltante deve tenere conto anche delle possibili economie che le diverse singole imprese possono conseguire

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Trieste, Sez. I, sent. n. 387 del 17/09/2019

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