Chi può disporre l’esclusione?

La sentenza qui richiamata si è occupata delle competenze del R.U.P., con specifico riferimento all’adozione dei provvedimenti di esclusione.

In particolare gli operatori ricorrenti impugnavano i rispettivi provvedimenti di esclusione da una procedura di gara censurando il fatto che ad adottarli fosse stato il Presidente e Amministratore Delegato della stazione appaltante in luogo del R.U.P.

Il Collegio, nel decidere il ricorso, ha anzitutto richiamato sia la fonte normativa

Il richiamato art. 31, 3° comma, D. Lgs. n. 50 del 2016, individua nel RUP il soggetto deputato a svolgere “tutti i compiti relativi alle procedure di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal presente codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti”.

sia l’elaborazione pretoria

La più recente giurisprudenza amministrativa, nel dare applicazione alla disposizione in esame, ha ben chiarito che le attribuzioni del responsabile unico del procedimento sono definite come residuali, precisando che esse si estendono “anche all’adozione dei provvedimenti di esclusione delle partecipanti alla gara” (così testualmente T.A.R. Veneto, Sez. I, n. 695 del 2018).

Tale conclusione, del resto, reperisce il proprio ineludibile riscontro nell’indirizzo stabilmente assunto dal Consiglio di Stato, il quale, riguardo ad una questione analoga a quella ora in esame, ha invero ritenuto che “la doglianza con la quale l’appellante sostiene che il responsabile del procedimento non è competente in ordine all’esclusione delle partecipanti alla gara deve essere respinta essendo la tesi sostenuta in contrasto con orientamento pacifico del Consiglio di Stato (Sezione Quinta, 6 maggio 2015, n. 2274, 21 novembre 2014, n. 5760) che il Collegio condivide e al quale fa riferimento ai sensi dell’art. 74 del codice del processo amministrativo” (Cons. Stato, Sez. III, n. 2983 del 2017).

Quindi i Giudici hanno ricordato come le competenze del R.U.P. siano funzionali al ruolo riservatogli dalla Legge

Senza ancora considerare come proprio l’attribuzione al RUP delle competenze afferenti all’adozione dei provvedimenti di esclusione trovi piena corrispondenza nel particolare ruolo attribuito a tale figura, nel contesto della gara, e alle funzioni di garanzia e di controllo che ad esso sono intestate (cfr. Cons. Stato, Comm. spec., 25 settembre 2017, n. 2040), anche in ragione dei tempi e delle modalità della sua preposizione, che è sempre anteposta (anche logicamente) all’avvio della procedura di affidamento (art. 32, comma 1), così da collocarlo in una posizione di originaria terzietà e separazione nel corso dell’intero ciclo dell’appalto (condizione che si rileva sia rispetto agli organi deputati allo svolgimento delle valutazioni tecniche – costituiti invece solo “dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte”, ai sensi dell’art. 77, comma 7, D. Lgs. n. 50 del 2016, sia riguardo all’organizzazione della stazione appaltante, quanto meno fino alla formulazione, da parte del RUP, della proposta di aggiudicazione “soggetta ad approvazione dell’organo competente secondo l’ordinamento della stazione appaltante e nel rispetto dei termini dallo stesso previsti” – art. 33, 1° comma).

Pertanto il T.A.R. ha accolto il gravame e annullato i provvedimenti impugnati.

 

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Trieste, Sez. I, sentenza n. 450 del 29 ottobre 2019

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