Miglior rapporto qualità/prezzo: c’è ancora un tetto max al prezzo?

Il decreto legge n. 32/2019 cd. decreto “sblocca cantieri”, lettera s), n. 3, primo comma dell’art. 1 prevedeva che all’articolo 95:

3) al comma 10 -bis , il secondo periodo è soppresso;

In conseguenza di tale modifica, l’art. 95 comma 10-bis risultava essere così modificato:

<<10-bis. La stazione appaltante, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, valorizza gli elementi qualitativi dell’offerta e individua criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici. A tal fine la stazione appaltante stabilisce un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento.>>

Con l’approvazione della Legge n. 55 del 17/06/2019, in base al testo approvato dal Senato, tale modifica è stata soppressa (vengono soppressi i numeri 3) e 4) della originaria lettera s) del decreto-legge nel testo già entrato in vigore).

Pertanto, al fine di rispondere al quesito posto nell’oggetto della presente segnalazione, ad oggi, per effetto dell’entrata in vigore della legge di conversione, con modifiche, del decreto sblocca cantieri, il testo del comma 10-bis dell’art. 95 torna ad essere quello ante-sblocca cantieri, ovverosia

10-bis. La stazione appaltante, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, valorizza gli elementi qualitativi dell’offerta e individua criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici. A tal fine la stazione appaltante stabilisce un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento.

L’offerta economia non può, quindi, superare il 30 per 100 del punteggio complessivo da assegnare alla valutazione quantitativa dell’offerta.

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