Offerte anomale: fino a che punto l’offerta può essere giustificata?

A fronte di un’offerta tecnico/economica particolarmente allettante, fino a che punto l’operatore economico può spingersi nel giustificare qualità e prezzo offerti?

Il TAR Lazio interviene sull’annosa questione del giudizio di anomalia e ne delinea con chiarezza i contorni stabilendo che:

  1. devono coniugarsi il pieno rispetto del principio di immodificabilità dell’offerta – destinata a prevalere sul diverso principio del favor partecipationis in quanto posto a garanzia della par condicio – con l’ambito di ammissibilità delle giustificazioni delle offerte e del giusto interesse della Stazione Appaltante a poter fare affidamento su offerte improntate alla massima linearità e chiarezza, a salvaguardia della corretta esecuzione del servizio o, comunque, della certezza dei rispettivi impegni assunti, ossia del sinallagma contrattuale;
  2. a fronte dell’immodificabilità del contenuto dell’offerta sono dunque ammesse calibrazioni delle relative giustificazioni e, in particolare, sono consentite giustificazioni sopravvenute e compensazioni tra sottostime e sovrastime, purché l’offerta non venga modificata nel suo contenuto essenziale e risulti nel suo complesso affidabile al momento dell’aggiudicazione e a tale momento dia garanzia di una seria esecuzione del contratto.

Se, difatti, il giudizio sull’anomalia dell’offerta postula un apprezzamento globale sulla sua affidabilità e, nel contraddittorio procedimentale afferente al relativo segmento procedurale, sono consentite compensazioni tra sottostime e sovrastime di talune voci dell’offerta economica,

deve restare comunque ferma la strutturale immodificabilità sia dell’offerta economica che, a maggior ragione, di quella tecnica nei suoi aspetti sostanziali che hanno determinato l’attribuzione del relativo punteggio,

dovendo tenersi distinto il subprocedimento di anomalia, nella sua funzione e nei suoi caratteri, volto al concreto apprezzamento dell’adeguatezza dell’offerta, dalla cristallizzazione dell’offerta presentata dai concorrenti nelle sue componenti, che non può subire modifiche in esito al giudizio di congruità nell’ambito del quale sono ammessi solo cambiamenti nelle giustificazioni, fermo restando il divieto di una radicale modificazione della composizione dell’offerta che ne alteri l’equilibrio economico allocando diversamente rilevanti voci di costo nella sola fase delle giustificazioni nel solo rispetto del saldo complessivo.

(cfr. TAR Lazio, sez. II bis, del 01/02/2019, n. 1344 – Pres. Stanizzi – Est. Stanizzi)