Pregiudiziale amministrativa e domanda di subentro nel contratto

La recente sentenza in commento si è brevemente occupata del rapporto che intercorre tra la domanda giudiziale di annullamento del provvedimento amministrativo in tesi illegittimo e quella, contestualmente formulata, di subentro nel contratto medio tempore stipulato.

Il Collegio, nel risolvere la questione, ha anzitutto ricordato l’evoluzione giurisprudenziale e normativa in tema di pregiudiziale amministrativa

come è noto, l’art. 30 cod. proc. amm. ha recepito la giurisprudenza della Corte di Cassazione in tema superamento della c.d. pregiudiziale amministrativa e dunque consente la proposizione della domanda risarcitoria anche in via autonoma rispetto alla domanda impugnatoria, fissando altresì un diverso termine (120 giorni, decorrenti dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo);

ribadendo che

il venir meno della regola pretoria della c.d. pregiudiziale amministrativa implica altresì che il giudice amministrativo non è più abilitato a dichiarare inammissibile la domanda risarcitoria per il solo fatto che sia stata dichiarata inammissibile o irricevibile la connessa domanda impugnatoria. Ne consegue che, laddove venga dichiarata irricevibile una domanda di annullamento dell’aggiudicazione, il giudice amministrativo ben potrebbe accogliere la connessa domanda di risarcimento del danno per equivalente monetario previo accertamento, incidenter tantum, della illegittimità dell’operato della stazione appaltante;

Un tanto premesso, i Giudici hanno evidenziato la differenza che intercorre tra la domanda risarcitoria e la domanda di reintegrazione in forma specifica

questo discorso non è però applicabile alla domanda di reintegrazione in forma specifica, ossia alla domanda con cui il concorrente non aggiudicatario chiede al giudice di disporre il subentro, previa declaratoria di inefficacia del contratto medio tempore stipulato.

E questo non già in ragione della regola della c.d. pregiudiziale amministrativa, ma per il semplice motivo che per uno stesso appalto non possono coesistere due aggiudicatari. In effetti, l’omessa tempestiva impugnazione dell’aggiudicazione consolida definitivamente la posizione dell’aggiudicatario, tanto più se nelle more della (tardiva) proposizione della domanda impugnatoria la stazione appaltante – nel rispetto del termine c.d. di stand still – abbia proceduto alla stipula del contratto e successivamente vi sia stato anche l’avvio dell’esecuzione …

Conseguentemente i Giudici hanno affermato che

in casi del genere, dunque, la domanda di reintegrazione in forma specifica non è accoglibile in radice, essendo ormai intangibile la posizione dell’aggiudicatario.

(T.A.R. Marche, Ancona, Sez. I, sent. n. 2 pubblicata il 2 gennaio 2019)