Principio di rotazione: obbligatorio nel sottosoglia

…va confermato il principio di carattere generale – su cui, da ultimi, Cons. Stato, V, 13 dicembre 2017, n. 5854 e VI, 31 agosto 2017, n. 4125 – in virtù del quale

va riconosciuta l’obbligatorietà del principio di rotazione per le gare di lavori, servizi e forniture negli appalti cd. “sotto soglia”.

Con la suddetta massima di diritto la V sezione del Consiglio di Stato (Pres. Caringella, Est. Perotti) torna nuovamente, confermando propri precedenti (ormai consolidati) orientamenti, sul principio di rotazione.

I fatti agitati nella pronuncia in commento muovono dall’appello di una società contestata, in particolare, la scelta dell’amministrazione di indire una procedura negoziata in luogo di una aperta e di non averla invitata alla gara, sebbene quest’ultima fosse la precedente aggiudicataria del servizio, in virtù di una procedura aperta.

La V sezione del massimo consesso di giustizia amministrativa ricorda che per espressa previsione normativa, il principio di rotazione deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da invitare a presentare le offerte e trova fondamento nell’esigenza di

evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento e non invece – come ipotizzato dall’appellante – dalle modalità di affidamento, di tipo “aperto”, “ristretto” o “negoziato”), soprattutto nei mercati in cui il numero di operatori economici attivi non è elevato.

Pertanto, anche al fine di dissuadere le pratiche di affidamenti senza gara – tanto più ove ripetuti nel tempo – che ostacolino l’ingresso delle piccole e medie imprese e di favorire, per contro, la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei,

il principio in questione comporta, in linea generale, che ove la procedura prescelta per il nuovo affidamento sia di tipo ristretto o “chiuso” (recte, negoziato), l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale.

Infine, il Collegio ribadisce come quel che rileva è quindi il fatto oggettivo del precedente affidamento in favore di un determinato operatore economico, non anche la circostanza che questo fosse scaturito da una procedura di tipo aperto o di altra natura.

La qualifica di “fornitore uscente” attribuisce all’operatore una posizione di vantaggio che il suddetto principio tende a contemperare, lo si ricorda, solo per le procedure di tipo “ristretto” o “chiuso” (negoziate), al fine di evitare le cd. rendite di posizione da un lato e favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione dall’altra.

Per l’effetto, ove la stazione appaltante intenda comunque procedere all’invito del precedente affidatario, dovrà puntualmente motivare tale decisione, facendo in particolare riferimento:

  • al numero (eventualmente) ridotto di operatori presenti sul mercato,
  • al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale
  • ovvero al peculiare oggetto ed alle caratteristiche del mercato di riferimento (in tal senso, si veda anche la delibera 26 ottobre 2016, n. 1097 dell’Autorità nazionale anticorruzione, linee-guida n. 4).

(Cft. Consiglio di Stato, sez. V, del 05/03/2019, n. 1524)

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