C.C.N.L. e offerte economiche

Col presente contributo analizzeremo brevemente due recenti sentenze della giurisprudenza amministrativa che si sono occupate del rapporto tra contratti collettivi di lavoro e offerte in sede di gara.

Con la prima sentenza in commento la Quarta Sezione del T.A.R. della Lombardia ha deciso il ricorso presentato da un’operatore economico che lamentava di essere stato illegittimamente escluso dalla gara, una volta che era stata proposta in suo favore l’aggiudicazione (la vecchia “aggiudicazione provvisoria”), per aver effettuato l’offerta vincente in base ad un CCNL diverso da quello richiesto dalla lex specialis di gara.

Il Collegio lombardo ha respinto il ricorso de quo per l’evidente contrasto tra la condotta procedimentale della ricorrente e il contenuto del bando di gara.

I Giudici milanesi hanno tuttavia voluto sottolineare, in linea generale, che

Con riguardo, da ultimo, alla questione del contratto collettivo da applicarsi nei pubblici appalti, preme evidenziare come il nuovo codice dei contratti pubblici, approvato con D.Lgs. 50/2016, all’art. 105, comma 9, impone all’affidatario di osservare integralmente il trattamento economico e normativo previsto dai contratti collettivi in vigore “per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni”

In base a tale norma, il T.A.R. ha quindi dedotto che

non pare possibile che l’appaltatore possa invocare a proprio piacimento l’applicazione di qualsivoglia contratto collettivo, anche se totalmente avulso del settore oggetto del contratto.

(T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. IV, sentenza n. 2126 pubblicata il 10/11/2017)

Dello stesso avviso è, sostanzialmente, anche il T.A.R. Friuli che, richiamando la giurisprudenza formatasi sul previgente codice De Lise, ha affermato come

sia meritevole di riconferma l’orientamento giurisprudenziale sviluppatosi sotto la vigenza del precedente Codice dei contratti pubblici secondo cui «la scelta del contratto collettivo da applicare rientra nelle prerogative di organizzazione dell’imprenditore e nella libertà negoziale delle parti, col solo limite che esso risulti coerente con l’oggetto dell’appalto» (così, C.d.S., Sez. V^, sentenza n. 932/2017).

Quanto all’attuale Codice,

La nuova disciplina, quanto meno nella versione applicabile ratione temporis del comma 4 dell’articolo 30 del D.Lgs. n. 50/2016 (cfr., T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza n. 957/2017), non ha innovato il quadro normativo previgente, che già imponeva la coerenza fra il settore regolamentato dal CCNL scelto dall’appaltatore e le prestazioni oggetto del contratto pubblico.

colla conseguenza che

la mancata applicazione [di uno specifico, n.d.r.] CCNL […] non può determinare l’espulsione dalla procedura di gara del partecipante che si avvalga di altro CCNL, purché coerente con l’oggetto del contratto da aggiudicare.

(TAR Friuli Venezia Giulia, Trieste, Sez. I, sentenza n. 351 pubblicata il 13/11/2017).