Rotazione: un principio ormai consolidato

Con una recente sentenza il Consiglio di Stato si è nuovamente soffermato sulla portata del principio di rotazione, definendolo quale “principio di carattere generale” ed “obbligatorio” negli appalti cd. “sotto soglia”.

Il massimo consesso ha, infatti, confermato gli approdi giurisprudenziali finora formatisi, ribadendo come

Il principio di rotazione – che per espressa previsione normativa deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da invitare a presentare le offerte – è finalizzato a evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento e non invece dalle modalità di affidamento, di tipo “aperto”, “ristretto” o “negoziato”), soprattutto nei mercati in cui il numero di operatori economici attivi non è elevato.

E’ stato altresì sottolineato come, per contro,il principio in questione comporta in linea generale che

ove la procedura prescelta per il nuovo affidamento sia di tipo ristretto o “chiuso” (recte, negoziato), l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale.

In definitiva l’impresa che in precedenza ha svolto un determinato servizio non può vantare alcuna legittima pretesa ad essere invitata ad una nuova procedura di gara per l’affidamento di un contratto pubblico di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, né di risultare aggiudicataria del relativo affidamento (ex multis, Cons. Stato, V, 13 dicembre 2017, n. 5854; V, 31 agosto 2017, n. 4142).

Consiglio di Stato, sez. V, del 12/06/2019, n. 3943.

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