Soccorso istruttorio sull’offerta economica e sul cronoprogramma

Si segnala un’interessante pronuncia della quinta sezione del Consiglio di Stato (scaricabile in calce alla presente nota) che, nonostante i riferimenti alla vecchia normativa, fornisce alcune interessanti coordinate in merito all’ampiezza del potere/dovere di attivare il soccorso istruttorio anche su documenti come l’offerta tecnica e quella economica.

In merito all’offerta economica

La sentenza di primo grado aveva ritenuto fondata  la pretesa contraddittorietà dell’offerta economica, con la conseguente indeterminatezza della stessa, stante la manifesta differenza tra l’importo indicato in cifre e quello risultante dall’applicazione della percentuale di ribasso offerto sulla somma a base d’asta, entrambi indicati nell’offerta economica.

I giudici di primo grado hanno altresì ritenuto inapplicabile l’art. 119, comma 2, del D.P.R. n. 207 del 2010 sulla prevalenza, in caso di discordanza, del ribasso percentuale sull’importo offerto, il quale costituisce espressione di un principio di portata generale, in base all’assunto che

la previsione della legge di gara, che richiedeva una doppia indicazione dell’importo, escludeva la possibilità di interventi correttivi o tanto meno di soccorso istruttorio, poiché anche che il calcolo della percentuale di ribasso era rimesso direttamente ai concorrenti in base all’importo indicato.

Il massimo consesso, in riforma della sentenza di primo grado, ha ritenuto che

non vi è alcun elemento che indica a ritenere che tale disposizione deroghi o renda inapplicabile il principio generale di cui al ricordato art. 119, co. 2, del d.p.r. 5 ottobre 2010, n. 207, che accorda prevalenza al ribasso percentuale in caso di discordanza

 Ancor più d’interesse sono le successive indicazioni secondo le quali:

… non vi è motivo per ritenere che nel caso di specie la discordanza non potesse essere superata con il richiamo a quel principio generale ovvero ammettendo, proprio in ragione di quel principio, il c.d. soccorso istruttorio, invitando cioè l’offerente a fornire chiarimenti e precisazioni, senza che ciò possa costituire manipolazione o modificazione dell’offerta.

Del resto una simile evenienza, prosegue il Collegio di Palazzo Spada, ben risponde ai più recenti principi ispiratori della legislazione (e della giurisprudenza) in tema di procedimenti ad evidenza pubblica, volti a

dequotare i vizi formali e a considerare l’esclusione dalla gara come extrema ratio, per assicurare la massima partecipazione possibile, che è strumento essenziale della concorrenzialità, fermo il rispetto dell’altro fondamentale principio della par condicio.

In merito al cronoprogramma

In idem il massimo consesso ha ritenuto fondato il motivo con cui l’appellante ha negato che la sua offerta fosse indeterminata a causa della esistenza di una grave (ed insanabile) incongruità nell’offerta tempo, essendovi una differenza nell’esecuzione dei lavori tra l’offerta-tempo e cronoprogramma.

Il Collegio ha ritenuto che l’aver indicato nell’offerta tempo un numero di giorni non coincidente esattamente con quello indicato nel cronoprogramma (la differenza era di 4 giorni)

non può costituire di per sé motivo di indeterminatezza dell’offerta (e di sua automatica esclusione), dovendo ammettersi che, anche in questo caso, possa trovare ingresso il c.d. soccorso istruttorio, volto a chiedere chiarimenti e puntualizzazioni, tanto più che significativamente il tempo indicato nel cronoprogramma è addirittura inferiore a quello indicato nell’offerta – tempo (differenza che ben può giustificarsi proprio con la funzione specifica del cronoprogramma).

Scarica il testo della sentenza CDS, sez. V, 29.08.2017 n. 4101

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A sommesso parere di chi scrive, nel solco della pronuncia poc’anzi citata, nonostante la vigente normativa di cui all’art. 83, co. 9, del D.Lgs. 50/2016 (non applicabile ai fatti in commento) prescriva:

<<…In particolare, in caso di mancanza, incompletezza e di ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo di cui all’articolo 85, con esclusione di quelle afferenti all’offerta economica e all’offerta tecnica…>>,

dovrebbero ritenersi sempre ammissibili chiarimenti in merito alla documentazione già prodotta, con l’unico limite che il chiarimento fornito, non potrà integrare e/o modificare la documentazione già prodotta.