Subappalto: i limiti generali vanno disapplicati

Una recentissima sentenza del Consiglio di Stato pone la parola fine (vogliamo essere volutamente ottimisti, ndr.) all’annosa questione sui limiti al subappalto (quantomeno quelli generali, che, nella fattispecie giunta al Collegio, erano -ancora- pari al 30% dell’importo complessivo del contratto).

Le società appellanti deducevano

la violazione dell’art. 105 del Codice dei contratti pubblici, in quanto la quota del servizio che s’intendevasubappaltare eccede(VA) il limite del 30% fissato dalla norma citata.

Il massimo consesso di giustizia amministrativa ci ha messo una “pietra tombale” affermando sinteticamente che:

Il motivo è infondato, posto che la norma del codice dei contratti pubblici che pone limiti al subappalto deve essere disapplicata in quanto incompatibile con l’ordinamento euro-unitario, come affermato dalla Corte di Giustizia (Corte di Giustizia U.E., Sezione Quinta, 26 settembre 2019, C-63/18; Id., 27 novembre 2019, C-402/18)

In termini, si veda anche la sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, del 16 gennaio 2020, n. 389, che ha puntualmente rilevato come

«i limiti ad esso relativi (30% per cento “dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture”, secondo la formulazione del comma 2 della disposizione richiamata applicabile ratione temporis, […] deve ritenersi superato per effetto delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea»).

Attenzione però!

Resta ancora aperta la questione sui limiti al subappalto posti in specifici casi, quali possono essere, ad esempio, le c.d. categorie SIOS (nei lavori) nonchè la norma derogatoria prevista dal comma 4 dell’art. 2 del decreto-legge (detto) “Semplificazioni”, ai sensi della quale per gli affidamenti di cui <<al comma 3 e nei settori dell’edilizia scolastica, universitaria, sanitaria, giudiziaria e penitenziaria, delle infrastrutture per attività di ricerca scientifica e per la sicurezza pubblica, dei trasporti e delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, lacuali e idriche, ivi compresi gli interventi inseriti nei contratti di programma ANAS-Mit 2016-2020 e RFI-Mit 2017- 2021 e relativi aggiornamenti, nonché per gli interventi funzionali alla realizzazione del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), e per i contratti relativi o collegati ad essi>>, per quanto non espressamente disciplinato dal medesimo articolo, le stazioni appaltanti, per l’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture (…) e per l’esecuzione dei relativi contratti, operano in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella  penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni (…) in materia di… subappalto!!!

Leggi la sentenza Cons. di Stato, sez. V, 17.12.2020, n. 8101