I termini per la ricusazione del verificatore

La sentenza in commento si è occupata della disciplina temporale dell’istanza di ricusazione del verificatore nominato dal Tribunale amministrativo.

In particolare, il Collegio ha chiarito che

l’istanza di ricusazione del verificatore […] può essere proposta ai sensi dell’art. 20 c.p.a. per i motivi indicati nell’art. 51 c.p.c.

Essa, inoltre,

deve ritenersi sottoposta a precisi limiti temporali idonei anche a scongiurare espedienti dilatori che mal si conciliano con le esigenze di addivenire ad una definizione del giudizio in tempi ragionevoli

Limiti temporali che

sono da individuare, in ragione della eadem ratio, in mancanza di una previsione espressa, in quelli indicati dall’art. 67 c.p.a. per le analoghe istanze relative al consulente tecnico d’ufficio,

e per i quali

il termine ultimo entro il quale l’istanza di ricusazione deve essere presentata è da individuare, non essendo previsto il giuramento, entro e non oltre il primo atto del verificatore e, comunque, prima dell’inizio delle operazioni di verificazione, secondo un criterio desumibile anche dall’art. 52 comma 2, c.p.c. (cfr. TAR Piemonte, Sez. I, 18 febbraio 2015, n. 324, TAR Campania – Napoli, Sez. II, 18 marzo 2013, n. 1502).

(T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. II, sentenza n. 1883 pubblicata il 6 novembre 2018)