Verifica di congruità dell’offerta: iter e contraddittorio.

Una recente pronuncia chiarisce, tra gli altri aspetti, quale sia il livello di contraddittorio dovuto fra Stazione Appaltante ed Operatore Economico in caso di verifica di anomalia dell’offerta.

Nei fatti l’operatore lamenta

la violazione e comunque l’insufficienza del contraddittorio procedimentale che avrebbe caratterizzato l’iter della verifica di congruità condotta dalla Stazione appaltante.

Secondo l’impresa, vi era stata (solo) una mera possibilità di formale partecipazione (cui sarebbe stato invece impedito ogni reale confronto); infatti, nel corso della verifica di anomalia

la Stazione appaltante non avrebbe  richiesto chiarimenti in ordine alle voci di costo su cui poi ha fondato il giudizio di incongruità e la conseguente esclusione.

Ad avviso del collegio le doglianze sono “infondate”.

Il vigente art. 97 del D.Lgs. n. 50/2016

non articola il contraddittorio inerente alla valutazione di anomalia secondo rigide, predeterminate e vincolanti scansioni procedimentali, limitandosi a prevedere, al comma 5, un’unica richiesta di chiarimenti da parte della Stazione appaltante, con un termine di risposta non inferiore a quindici giorni, così delineando un procedimento semplificato “monofasico” e non più “trifasico” (giustificativi, chiarimenti, contraddittorio) come nella previgente disciplina.

Sovvengono poi al riguardo i consolidati principi giurisprudenziali secondo cui nel procedimento di verifica dell’anomalia non vi è necessità di un’analitica confutazione delle deduzioni opposte dall’impresa, ma è sufficiente a fondare il giudizio finale di incongruità una motivazione che renda nella sostanza percepibile il percorso logico sotteso al loro mancato accoglimento ed esterni le ragioni di inidoneità degli argomenti spesi dall’interessata a superare le criticità dell’offerta (Cons. Stato, Sez. V, 5 settembre 2014, n. 4516 e Cons. Stato, Sez. V, 2 luglio 2012, n. 3850).

Nel subprocedimento di verifica dell’anomalia è assicurata così al concorrente la possibilità di illustrare la sostenibilità economica della propria offerta, senza che il principio del contraddittorio procedimentale comporti, tuttavia, un vincolo assoluto di piena corrispondenza tra giustificazioni richieste e ragioni di anomalia dell’offerta.

Come chiarito inoltre dalla giurisprudenza, la necessità di esperire ulteriori fasi di contraddittorio procedimentale si pone soltanto laddove la stazione appaltante non sia in condizione di risolvere tutti i dubbi in ordine all’attendibilità dell’offerta soggetta a verifica di anomalia “per non poter, in particolare, o ritenere insufficienti le giustificazioni presentate dal concorrente in relazione agli elementi di cui al comma 4 o accertare l’inadeguatezza complessiva dell’offerta” (cfr. in termini Cons. Stato, sez. V, 28 gennaio 2019, 690).

Pertanto

se il RUP è in grado di accertare l’anomalia dell’offerta (…) non vi è necessità alcuna di una ulteriore interlocuzione procedimentale.

Spetta, infatti, all’offerente fornire nell’ambito del contraddittorio procedimentale le prove documentali a supporto della asserita sostenibilità della sua offerta ai sensi dell’articolo 97, comma 5, del D.lgs. 50/2016 che prevede l’esclusione dell’offerta “se la prova fornita non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di costi proposti”.

Leggi Consiglio di Stato, sez. V, del 03/05/2021, n. 3478.