Verifica dei requisiti dichiarati: prima o dopo l’aggiudicazione?

Una recente sentenza del giudice d’appello affronta, tra le altre, la (ancora) dibattuta questione circa l’esatta collocazione temporale, nell’ambito del procedimento di gara, della verifica dei requisiti dichiarati dall’operatore economico nelle dichiarazioni contenute nella busta amministrativa.

Il Collegio, muovendo dal disposto di cui all’articolo 32 comma 7 del Codice, secondo cui

l’aggiudicazione diventa efficace all’esito positivo della verifica del possesso dei requisiti suddetti,

ritiene che il dato normativo sembrerebbe accreditare sul piano logico lo slittamento di tali attività all’esito del perfezionamento dell’aggiudicazione,

non avendo altrimenti senso la condizione in argomento a fronte di una verifica già compiutamente espletata.

Tanto, peraltro, prosegue il Collegio, in linea con un orientamento già espresso dalla medesima Sezione secondo cui, fatte salve (le) diverse previsioni della lex specialis e fatto comunque salvo l’esercizio delle facoltà riconosciute alla stazione appaltante dall’art. 85, comma 5, d.lgs. n. 50 del 2016,

soltanto all’esito della gara, dopo l’approvazione della proposta di aggiudicazione ed il provvedimento di aggiudicazione, si procede alla verifica del possesso dei prescritti requisiti, non da parte della commissione di gara, ma da parte della stazione appaltante mediante richiesta all’aggiudicatario di presentare i documenti all’uopo necessari, in conformità a quanto prescritto dagli artt. 86 e 87 d.lg. n. 50 del 2016 (cfr. Cons. St., sez. III, 25 giugno 2019, n.4364).

Consiglio di Stato, sez. III, 26 ottobre 2020, n. 6530 (Pres. Frattini – Est. Maiello)