Verifica delle specifiche tecniche del prodotto: quando va fatta?

I fatti in rassegna muovono dal ricorso presentato avverso l’aggiudicazione della procedura ad altro operatore economico la cui offerta, ad avviso della ricorrente, conterrebbe un prodotto che non sarebbe conforme alle specifiche tecniche richieste dal capitolato speciale.

Ad avviso del Collegio tale motivo di ricorso non merita favorevole conclusione perchè, ai sensi del disciplinare di gara, la facoltà per la stazione appaltante di chiedere la effettiva disponibilità di tutto quanto era necessario per la corretta esecuzione della fornitura era prevista dopo l’aggiudicazione e prima della stipulazione del contratto.

Il capitolato, a sua volta, prevedeva di verificare sempre dopo la stipula ed in avvio di fornitura “prima della sua accettazione la conformità di essa a quanto stabilito nelle prescrizioni tecniche redatte dalla committente”.

Trattasi dunque all’evidenza di questioni inerenti non già la legittimità dell’aggiudicazione ma la fase già di esecuzione.

Infine, chiarisce il Collegio, è noto che i requisiti di partecipazione fanno esclusivo riferimento a condizioni di capacità e idoneità degli offerenti mentre i criteri di valutazione a elementi specifici dell’offerta (e non degli offerenti) in relazione al progetto da realizzare (ex plurimis Consiglio di Stato sez. III, 11 marzo 2019, n. 1635) e che

nessuna norma del vigente d.lgs. 50/2016 e s.m. prevede invece una fase di verifica sulle specifiche tecniche ovvero su campioni rappresentativi del prodotto offerto, si che tale verifica può e deve svolgersi di norma – salvo diversa previsione nella lex specialis – in sede esecutiva.

 

Tar Bologna, sez. I, 8 febbraio 2021, n. 88 – Pres. Migliozzi, Est. Amovilli